Il giorno dopo le violenza a Milano, ancora segni delle devastazioni

19 ottobre 2026 alle 12:57
Milano, 19 ott. (askanews) - Decine di vetrine infrante, negozi devastati e saccheggiati, il giorno dopo il weekend di violenze a Milano, nelle strade del centro ci sono ancora i segni di quello che è successo, ma si lavora per tornare alla normalità e riaprire il prima possibile. Le strade sono state ripulite, i cestini e le transenne con cui i manifestanti avevano costruito barricate e infranto i vetri dei negozi sono stati ripristinati. Anche in piazza Duomo si tappano i buchi del lastricato del sagrato che era stato in parte divelto per lanciare i sassi contro le forze dell'ordine. Pannelli di legno sostituiscono le vetrine, mentre nei negozi si fa la conta dei danni che ammontano a migliaia di euro. Sono stati presi di mira soprattutto negozi di articoli sportivi, scarpe e telefonia.In pochi vogliono parlare, chi lo fa a microfono spento racconta di attimi di paura, di violenza brutale e di senso di impotenza. Nei due pomeriggi di scontri nel cuore della città, tra il Duomo, via Torino, via Dante e corso Garibaldi, gruppi di giovani e giovanissimi, circa 2.000, molti in nero e alcuni incappucciati, si sono di radunati per mettere a ferro e fuoco la città. La polizia è intervenuta con reparti antisommossa, idranti e blindati, ma i ragazzi hanno agito a macchia di Leopardo, non con cariche di massa ma con continui attacchi e fughe. Almeno 14 agenti sono rimasti feriti soprattutto per le sassaiole. Gli scontri sono avvenuti a margine della grande manifestazione contro il caro-vita e contro il governo. Per i saccheggi ci sono stati oltre 200 fermi, circa 160 persone sono state accompagnate in questura, 32 persone sono state arrestate per gli scontri (13 stranieri, 23 minori), mentre sono in tutto 11 le richieste di custodia cautelare in carcere formulate dalla procura di Milano.Si teme che fatti del genere possano accadere di nuovo, sui social e nelle chat del "Movimento 17 ottobre": l'annuncio: "Ci saremo ogni sabato". La premier Meloni ha convocato una riunione sull'ordine pubblico, e se la condanna delle violenze è unanime, si assiste allo scambio di accuse tra il sindaco di Milano Sala e il ministro dell'Interno Piantedosi sulla gestione della situazione.