Dermatite bovina, i Pastori Senza bandiera: «Così si rischia lo sterminio del patrimonio zootecnico»

30 aprile 2026 alle 14:45aggiornato il 30 aprile 2026 alle 14:46

«Così rischiamo di sterminare il patrimonio zootecnico sardo». È l'allarme lanciato dai Pastori senza bandiera attraverso il portavoce del movimento, Fabio Pisu, dopo i nuovi focolai di dermatite bovina nel Sarrabus e le misure restrittive adottate dalla Regione. Dallo scorso 15 aprile è scattato il blocco delle movimentazioni fuori dall’Isola, insieme alle zone di protezione e agli abbattimenti delle mandrie infette. Per Pisu sono scelte che rischiano di aggravare la crisi del comparto. «Stop agli abbattimenti incondizionati perché non portano a niente. Noi vogliamo curare gli animali e tutelare il nostro patrimonio». I Pastori senza bandiera chiedono invece interventi immediati contro gli insetti vettori del virus: «La misura più efficace è fornire subito alle aziende i repellenti, come è stato fatto per la blue tongue». Nel mirino anche i tavoli tecnici regionali, giudicati inutili senza un confronto diretto con Bruxelles. «Bisogna andare in Europa e ottenere deroghe ai regolamenti attuali». Il timore degli allevatori è che, tra blocco delle movimentazioni e ritardi nei ristori, falliscano le aziende proprio mentre il settore bovino stava tentando di rialzarsi.