Guerra dei taxi a Cagliari, i tassisti dell’hinterland restano fuori dall’aeroporto
Code, attese infinite dopo ore di volo, turisti spaesati all’arrivo nella corsia di sosta. Scenario che si ripete quasi ogni notte nell’aeroporto di Elmas - soprattutto d’estate - quando i taxi diventano un miraggio e si lascia spazio ai “traghettatori” abusivi di passeggeri verso hotel o di rientro a casa. E i tassisti di Quartu, Pula, Assemini e Capoterra - esclusi dal circuito fatto di pass e stalli dedicati dentro lo scalo di Elmas - protestano: “Lasciateci lavorare”, chiedono ai vertici della Sogaer, “la notte i passeggeri che atterrano all’aeroporto restano a piedi, e a noi viene impedito di prestare un servizio pubblico”. La richiesta - oltre a pass e stallo dedicato agli arrivi - è di creare un bacino unico con tanto di app condivisa. “Serve la volontà dei Comuni di Cagliari e dell’area vasta che”, propongono, “dovrebbero delegare la regia alla Città metropolitana. Creando un bacino tariffario e di servizio unico”, aggiungono, “un taxi con licenza di Quartu o Cagliari potrebbe raccogliere passeggeri indifferentemente in tutto il territorio urbano, senza vincoli o confini legali”.
