Enzo Favata, le «cartografie del suono» nella basilica di Santa Giusta
La musica contemporanea ha incontrato l’architettura romanica nella Basilica di Santa Giusta con “Cartografie del suono”, il concerto che ha visto protagonista Enzo Favata, insieme a Salvatore Maltana e Marcello Peghin. Un appuntamento delle Giornate del Romanico che ha trasformato uno dei monumenti più importanti del Medioevo sardo in uno spazio di ascolto e sperimentazione, mettendo in relazione la musica con l’acustica, la storia e le suggestioni della Basilica.
Favata arriva a questo concerto in un momento particolarmente significativo del suo percorso artistico. Nell’intervista ha richiamato anche l’uscita del nuovo disco “Ritornare”, realizzato con il Quintetto Atlantico e pubblicato da ECM Records, una delle etichette più prestigiose della musica jazz e contemporanea internazionale. È il suo debutto per ECM, un approdo particolarmente significativo per un musicista sardo. Il disco è stato registrato a Monaco e prodotto da Manfred Eicher, fondatore della storica etichetta tedesca.
“Ritornare” segna anche il ritorno del progetto Atlantico, con Daniele di Bonaventura, Marcello Peghin, Salvatore Maltana e U.T. Gandhi, in una musica nella quale jazz, improvvisazione, dimensione cameristica e culture del Mediterraneo tornano a incontrarsi.
Ed è proprio questa attitudine al viaggio e all’incontro tra linguaggi differenti che si è ritrovata nella Basilica di Santa Giusta. Sassofoni, chitarra e contrabbasso hanno costruito un percorso sonoro capace di dialogare con uno spazio quasi millenario, facendo dell’architettura non soltanto la cornice, ma una componente dell’esperienza musicale.
Il concerto ha accompagnato il fine settimana delle Giornate del Romanico, durante il quale la Basilica è stata anche aperta alle visite guidate.
