Altezza massima diciotto centimetri, sotto gli undici dice che è da depressione. Parte certo da una buona base, Marco Argiolas, cagliaritano, 63 anni, ex dipendente di banca, nome d’arte Mark Heels (Mark tacco), e una passione per le scarpe alte che lo portano a quota due metri. Guarda tre quarti d’umanità dall’alto, schiva occhiatacce, pavimenti sconnessi e sanpietrini - roba da manuale - e assicura che no, non è provocazione, ma sul pizzico di egocentrismo prima nega e poi ritratta.

Quando ha iniziato?

«Ho sempre avuto la passione per le scarpe da donna, in particolare con il tacco molto alto».

Le usa da?

"Circa vent’anni, prima solo a casa, di nascosto. Da sei le indosso liberamente".

È una provocazione?

«No, provocazione non direi. È più una questione estetica».

In che senso?

«Mi piaccio con i tacchi. La prima volta ho pensato: “Cavolo, sto proprio bene". Così ho iniziato a indossarli».

Domani l'intervista completa a firma di Sara Marci sul giornale in edicola e sull'app Unione Digital

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