Dalla parte di Cattelan, anche se continuiamo a non capirlo

22 settembre 2026 alle 08:22
Milano, 22 set. (askanews) - È l'artista italiano più noto al mondo, è un maestro della fuga e del camuffamento, e nel nostro Paese continuiamo a non capirlo fino in fondo, limitandoci a parole superficiali come "provocazione". Maurizio Cattelan è un personaggio ovviamente difficile da circoscrivere, ma vedere le immagini della grande mostra che la Neue Nationalgalerie di Berlino gli sta dedicando è una buona opportunità per tornare a parlare di lui, e a farlo in modo serio. Perché se tutti ricordano la celebre banana incollata a un muro e venduta per una cifra senza senso, forse in meno riescono a vedere il senso di morte e di sconfitta che permea molti dei suoi lavori più importanti, quella battaglia civile e morale che lo porta a schierarsi dalla parte dei ragazzini vittime di un mondo adultizzato e stupido, oppure la straordinaria immagine dei suoi piccioni che fissano l'assurdità dell'antropocene dalla loro prospettiva, che noi consideriamo ottusa, ma che in fondo potrebbe essere anche solo definita "di verità".È chiaro che lo stesso Cattelan ha sempre suggerito e ha assecondato questa letture riduttive, ha creato un personaggio che vive accanto al personaggio che è una star del mercato e che nasconde ancora più in fondo, e lontano dai riflettori della fama che tutto divora, quel Cattelan che è un artista radicale, profondo, disperato, nel senso di chi, intellettualmente, riconosce che lo spazio per la speranza è finito. Uno capace di mettere un gigantesco dito medio davanti alla Borsa di Milano, ma perfino un'opera così potente e inequivocabile è stata letta solo come provocazione offensiva. È curioso, perché se lo stesso gesto, e con molta meno monumentalità, lo fa un Ai Wei Wei siamo qui a parlare di un grande artista politico, mentre noi lo abbiamo davanti tutti i giorni e non sappiamo nemmeno guardarlo davvero.In questo mondo di specchi e di fronte a qualcuno che continuamente si ritrae è anche possibile che Maurizio Cattelan sia davvero un provocatore (è possibile pure che non esista), ma le opere che ha realizzato in decenni di carriera sono la prova inconfutabile che c'è sempre stato molto altro e che, in fondo, Cattelan non lo capiamo, perché, per dirla con Baudelaire, è talmente "nostro simile, nostro fratello" da farci paura. E questa paura genera critica e rabbia, genera giudizi sprezzanti, genera l'ignorare uno che invece è talmente bravo da non sembralo. Il codardo più coraggioso delle città. (Leonardo Merlini)Immagini social delle Neue Nationalgalerie di Berlino