Presentato il rapporto della Banca d'Italia: l'economia sarda rallenta, cresce l'inflazione. Bene il turismo e l'edilizia
Crescita moderata e ottimismo condizionato da quello che succede e potrà succedere nel mondo. È stato presentato il rapporto per l’anno 2025 della Banca d’Italia sull’economia della Sardegna. Economia che cresce ma in misura meno intensa rispetto all’anno precedente. Il rapporto è stato illustrato dal direttore della Sede di Cagliari Giovanni Giuseppe Ortolani. Secondo le stime, il Pil regionale è aumentato dello 0,7 per cento, un dato in linea con il Sud. L’inflazione è in ascesa: pari all’1,3 per cento (0,9 nel 2024). Debole il quadro congiunturale dell’industria, il settore alimentare è stato molto esposto alle tensioni internazionali. In rallentamento l’occupazione, cresciuta dell’1 per cento, meno dell’anno precedente. Cresce il settore dell’edilizia che continua a beneficiare del contributo dei lavori pubblici, sostenuti dalle risorse del Pnrr. Positivo anche l’andamento del turismo con un contributo più elevato rispetto alla media italiana. Nel 2024 l’incidenza è stata pari al 13,7 per cento (10,2 in Italia). Circa il 44% della spesa turistica è stata effettuata da viaggiatori stranieri, quota quasi raddoppiata rispetto agli anni precedenti alla pandemia. In un’ottica di medio periodo in netto calo la movimentazione di merci negli scali regionali: di quasi il 19 per cento tra il 2015 e 2024. Nella media italiana, in questo ambito, si è invece registrata una sostanziale stabilità. Nell’Isola incidono gli alti costi del trasporto e le incertezze legate alla continuità territoriale che condizionano lo sviluppo delle imprese. Preoccupa il dato sul reddito pro capite dei sardi pari a circa 19 mila euro nel 2024 (ultimo dato disponibile), inferiore di circa il 15 per cento al corrispondente valore nazionale. Nel video il direttore della Sede di Cagliari della Banca d’Italia Giovanni Giuseppe Ortolani.
