Cagliari, il gazebo di Futuro Nazionale: duecento firme in meno di due ore contro bivacchi e degrado
Il primo punto è il ripristino del divieto di bivacco e il rafforzamento della sicurezza urbana, quindi un piano straordinario per la sicurezza del centro storico e azioni di contrasto al degrado e tutela della vivibilità urbana.
Sono dieci i punti alla base della petizione lanciata a Cagliari dai responsabili regionale e provinciali di Futuro Nazionale, il partito del generale Vannacci, contro il degrado di piazza del Carmine e del centro storico del capoluogo. Questa mattina, in piazza del Carmine, i rappresentanti locali del partito hanno allestito un gazebo per la raccolta firme: oltre duecento in meno di due ore.
«L'iniziativa», Piazza del Carmine, non Piazza del crimine, «nasce perché la condizione del centro storico di Cagliari in questo momento sta diventando sempre più incontrollabile», spiega Filippo Candio, viceresponsabile regionale e referente Cagliari 486 di Futuro Nazionale. «Piazza del Carmine vive due facce opposte: la mattina, fino al primo pomeriggio è uno spazio normale, frequentato dalle famiglie, la sera invece si trasforma in terra di nessuno, frequentata anche da persone con diversi problemi. L'iniziativa è volta a sensibilizzare le persone sul fatto che ci sono delle persone che vengono abbandonate. Futuro nazionale non vuole andare contro nessuno. Noi siamo un partito propositivo che guarda al futuro, che non vuole lasciare indietro nessuno».
Dieci i punti, come detto. Che diventano 11 se si considera anche la richiesta «del daspo urbano», cioè il divieto di accesso a determinati luoghi per tutelare decoro e sicurezza. «Chiediamo al Comune di intervenire, agendo secondo i propri poteri. La nostra iniziativa non è un atto politico contro il sindaco ma un atto di responsabilità nei confronti della città».
