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Biennale Danza, cinque direttori per raccontare 20 edizioni
20 luglio 2026 alle 17:33
Venezia, 20 lug. (askanews) - Un incontro per ripercorrere venti Biennali Danza, nei giorni in cui si inaugura proprio la ventesima edizione del festival veneziano. Alla Biblioteca della Biennale, una delle sedi dell'Archivio storico dell'istituzione, si è tenuta una conversazione tra il direttore artistico attuale, Wayne McGregor, e alcuni dei direttori che lo hanno preceduto alla guida ella Biennale Danza: Frèdèric Flamand, Karole Armitage, Virgilio Sieni e Marie Chouinard."La danza - ha detto Sir McGregor - è sempre stata un atto di trasmissione, è sempre stata legata alla nozione di archivio, perché il corpo è un archivio. Tutti i nostri corpi portano in loro il nostro archivio personale. Hanno un'intelligenza somatica che viene rilasciata in un modo particolare e la condividiamo sempre, anche nelle più semplici conversazioni, in ogni nostra azione. Ma, allo stesso tempo, un archivio di danza è esso stesso un corpo, e questo è uno degli aspetti sui quali abbiamo lavorato di più".Le voci dei direttori hanno sottolineato aspetti specifici e generali, tempi e pratiche diverse, unite però da un'idea forte di scambio e di diversità da valorizzare. E Sieni si è concentrato anche su cosa significa essere un danzatore. "Penso, al di là delle tecniche che devi affinare con il contatto con le persone - ha detto il coreografo toscano - ad altre forme di tecniche legate alle qualità tattili, alle qualità della vicinanza, della prossimità, devi affinare le tue tecniche, devi affinare il tuo corpo auratico affinché tutto si modelli in una dimensione estremamente meticcia, in connubio con le tecniche estremamente uniche: dunque non è un patchwork di varie cose che so fare, ma ovviamente si tratta di assimilare il danzatore a un medium che crea una lingua".Una lingua che anche in questa estate veneziana si declina nel programma della Biennale Danza.