«Arretrare significa perdere tutto»: il giornalista Claudio Locatelli racconta l’Ucraina al quinto anno di guerra
Un chilometro indietro sono cento persi». Claudio Locatelli riassume così lo stato d’animo del popolo ucraino dopo oltre quattro anni di guerra. Intervistato a margine della manifestazione di oggi in piazza Garibaldi a Cagliari, il giornalista – da due anni sul fronte – racconta un Paese «stanco, ma consapevole che arretrare non significa perdere solo territorio, ma case, affetti, identità».
Locatelli ricorda di essere stato presente alla battaglia di Kiev: «All’inizio neppure l’esercito ucraino era certo di riuscire a resistere. E invece, dopo più di quattro anni, la Russia non è riuscita a prendere l’intero Paese e controlla poco più del 12% del territorio».
Dalla delusione per il sostegno incerto degli Stati Uniti, spiega, «gli ucraini hanno reagito evolvendosi anche dal punto di vista tecnologico, sviluppando soluzioni autonome sul campo». Ora è iniziato il quinto anno di conflitto e, sottolinea, «c’è bisogno di dare una percezione reale di ciò che accade, al di là di tutte le propagande».
Locatelli sarà a Cagliari anche questo pomeriggio: alle 18.30 alla libreria Ubik di via Sonnino racconterà la sua esperienza diretta dal fronte
