A Posta Faugno una giornata per il biologico

19 ottobre 2026 alle 18:37
San Paolo Civitate, 19 ott. (askanews) - L'azienda agricola Posta Faugno ha ospitato l'Agrifestival di NaturaSì aprendo i cancelli al pubblico per parlare di biologico e di grano. Visite guidate nei campi, laboratori per bambini, talk, musica e degustazioni: un evento che ha visto anche la partecipazione dell'attrice e comica Teresa Mannino. La famiglia Niro coltiva da tre generazioni circa 100 ettari in biologico: uva, olivi, ortaggi, legumi e grano duro. Un'azienda custode del pianeta che lavora su biodiversità e tutela degli impollinatori. Abbiamo chiesto a Luca Niro, titolare dell'azienda, cosa significa oggi coltivare grano in Capitanata e l'impatto che potrà avere un'iniziativa di questo tipo sull'agricoltura: "È importantissimo che il consumatore abbia accesso al cibo dal punto di vista pratico, non solo economico. Deve capire da dove arriva il cibo, la verdura e quindi dare allo stesso un'identità che non è data necessariamente dall'etichetta bensì dall'agricoltore stesso. Il nostro dovere è dare la possibilità ai consumatori di avere contezza di ciò che mangerà e toccarlo con mano. Secondo me questo aspetto non ha valore".Ma dietro la giornata di festa c'è una questione seria che in questi giorni è al centro delle cronache. Proprio dalle regioni del Sud, infatti, è partita la protesta degli agricoltori, costretti sempre più spesso a chiudere le loro aziende perché non ce la fanno a coprire i costi di produzione.Ad agosto, in piena raccolta, alla Borsa di Bologna il grano tenero biologico valeva 33 centesimi al chilo, il convenzionale appena 22. Un prezzo troppo basso che non copre neanche le spese di produzione e che sta portando alla chiusura di molte aziende agricole.Per questo NaturaSì ha rilanciato qui, tra i campi della Capitanata, la campagna "20 centesimi oggi per avere pane anche domani". Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, ha spiegato perché la sua società ha voluto portare la campagna proprio in Puglia: "Ogni consumatore col suo denaro, poco o tanto che sia, può cambiare qualcosa. Con un atto d'acquisto consapevole si può fare la differenza. Cerchiamo di fare una campagna che sia il più possibile culturale: noi reputiamo che le persone siano sempre più consapevoli e crediamo di avere dei consumatori coscienti di ciò che mangiano quotidianamente". Il contributo di 20 centesimi al chilo chiesto ai clienti si aggiunge a quanto NaturaSì già riconosce ai propri agricoltori oltre la quotazione di borsa: dai 7 ai 12 centesimi in più al chilo per il grano tenero e duro. In tutto, chi coltiva potrà ricevere il 60% in più rispetto alle quotazioni ufficiali. Una maggiorazione che fa la differenza tra la chiusura e la prospettiva di un futuro.