Volare da Cagliari verso Roma e Milano domani e lunedì è come vincere un terno al lotto. Da una ricerca sul sito di Aeroitalia fatta ieri sera, trovare un posto è praticamente impossibile: per Fiumicino, partenza domani, ci sono ancora biglietti disponibili soltanto alle 6 e alle 7.30 del mattino, poi, lista d’attesa in tutti gli altri orari. Lunedì, niente, tutto esaurito.
Per Linate, domani sold out e lunedì qualche disponibilità sul primo volo, alle 6, poi, soltanto liste d’attesa, una condizione che – come si sa – non assicura di salire a bordo, il posto viene assegnato solo se si libererà qualcosa prima della chiusura del volo.
La denuncia
«Dopo i posti introvabili, i voli partiti e rientrati precauzionalmente alla base e il recente episodio del pneumatico danneggiato, per i passeggeri sardi c’è una nuova penalizzazione: la lista d’attesa con perdita del volo già confermato». Lo denuncia Ugo Cappellacci, deputato e presidente della Commissione Affari sociali della Camera. «Il meccanismo previsto da Aeroitalia è paradossale: un passeggero con un posto confermato, per esempio sul volo delle 20, che chiede di essere inserito nella lista d’attesa per quello delle 8 deve rinunciare alla prenotazione già acquisita. Se sul volo precedente non si libera alcun posto, rischia così di non partire né alle 8 né alle 20».
Prosegue Cappellacci: «Non si tratta di un obbligo imposto dalla Iata, ma di una scelta organizzativa e commerciale del vettore. Sarebbe perfettamente ragionevole consentire al passeggero di conservare il volo originario e trasferirlo su quello precedente soltanto quando il nuovo posto diventa effettivamente disponibile. Una lista d’attesa protetta, rispettosa delle esigenze di chi viaggia. Il quadro complessivo dei disagi non può essere ignorato. La continuità territoriale non è una concessione della compagnia e non può essere gestita come un normale servizio commerciale: è il presidio del diritto dei sardi alla mobilità. Per questo chiediamo ad Aeroitalia di modificare immediatamente questa procedura e alla presidente Todde di uscire dal silenzio, convocare il vettore e pretendere una soluzione».
La compagnia
La difesa della compagnia: «La procedura è disciplinata dal decreto 213 del 2025 e non è un’iniziativa introdotta autonomamente. La gestione delle richieste di cambio volo e di inserimento in lista d’attesa avviene nel rispetto delle disposizioni che regolano le tariffe della continuità territoriale e, in particolare, della previsione che riconosce ai residenti in Sardegna e alle categorie equiparate il diritto alla tariffa agevolata con il limite di un solo biglietto giornaliero per singola tratta».Aeroitalia aggiunge: «Con il volume di voli di luglio e agosto da e per la Sardegna», gli episodi ricordati «rappresentano casi isolati rispetto all’operatività complessiva, e non possono essere impropriamente richiamati per finalità o polemiche di natura politica».
Cappellacci risponde: «Fa piacere apprendere da Aeroitalia che queste assurde modalità di gestione della lista d’attesa troverebbero origine nel quadro definito dalla Regione. Ora la Giunta Todde spieghi perché un sardo debba rischiare di perdere due voli nel tentativo di prenderne uno. Inoltre, quando si parla di sicurezza, diritto alla mobilità e interessi dei sardi, sì: sono ragioni politiche».
La carenza
Il problema della carenza di posti rimane. «Ancora una volta, in prossimità del controesodo, assistiamo in Sardegna al solito problema di carenza di posti in aereo sui voli in continuità territoriale: com’è possibile che non si riesca a trovare una soluzione?», sottolinea Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu. «Eppure i dati oramai sono consolidati, alla portata di tutti e facilmente analizzabili. Malgrado ciò, anche in questo fine agosto è praticamente quasi impossibile trovare un posto in aereo per poter partire o arrivare in Sardegna. Siamo ancora in tempo per un intervento all'ultimo minuto che potrebbe salvaguardare il diritto di mobilità delle persone. Sarebbe sufficiente convocare le compagnie di trasporto aereo, prima fra tutte quella che si è aggiudicata quasi l'intero pacchetto della continuità territoriale, e imporre a quest'ultima di garantire un ulteriore numero di voli». (cr. co.)
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