L’interrogazione.

«Neuroriabilitazione al collasso» 

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«Una rete di assistenza vitale letteralmente smantellata, con pazienti gravi costretti a ricoveri impropri o a viaggi della speranza e macchinari d’eccellenza lasciati a prendere polvere».

È la denuncia del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Sorgia, che ha depositato un’interrogazione urgente alla presidente della Regione e all’assessora alla Sanità per fare luce sullo stato della Neuroriabilitazione nell'Isola.
Il quadro tracciato dal consigliere evidenzia criticità «che mettono a repentaglio il diritto alla cura dei cittadini sardi: a fronte di una necessità stimata di 50 posti letto per il recupero di pazienti con gravi cerebrolesioni, l'offerta attuale si ferma ad appena 22 postazioni operative, frammentate tra Oristano e la Gallura».

Nel dettaglio, «lo storico comparto dell'Arnas Brotzu, nato nel 2008 e rivelatosi fondamentale per decongestionare le terapie intensive, versa oggi in una condizione di assoluta incertezza, privo di una guida ufficiale. Per non parlare delle risorse pubbliche: le strumentazioni elettromedicali e gli arredi specialistici, per un valore che supera i centomila euro, risulterebbero attualmente abbandonati al deterioramento in magazzini non conformi».

Ancora, «Oristano chiede aiuto ma non arriva nessuna risposta: il mancato rinnovo degli accordi collaborativi con l'azienda oristanese ha lasciato l'hub del San Martino con sole tre unità mediche, paralizzando i turni notturni e scaricando le urgenze su personale non specializzato. Rischi clinici inaccettabili. Le recenti ipotesi di trasferimento del servizio verso presidi periferici risultano azzardate, poiché priverebbero i pazienti del supporto immediato di reparti salvavita come la Rianimazione e la Neurochirurgia».

Aggunge Sorgia: «I cittadini e la politica attendono risposte immediate sulle reali motivazioni che hanno portato alla rottura dell'intesa con Oristano e sulle misure per ripristinarne la copertura H24. Servono inoltre tempistiche certe per la riapertura del reparto ad alta specialità a Cagliari in una struttura idonea, l'accertamento delle responsabilità sul presunto danno erariale per i macchinari abbandonati e una strategia chiara per azzerare la drammatica carenza di posti letto in tutta la Sardegna. Non possiamo accettare che le professionalità vengano disperse e che la disorganizzazione istituzionale si scarichi su pazienti estremamente fragili. La Regione deve applicare immediatamente le direttive e colmare questa voragine sanitaria».

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