L’incendio

Braciere Ogliastra: un disastro 

Boschi in cenere, tra Arzana ed Elini evacuate 70 persone (32 di una casa famiglia) 

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«Sono scene impressionanti: è un disastro». Arzana sotto assedio delle fiamme è una cartolina di lacrime e dolore. Raffaele Sestu è uno dei duemila residenti costretti ad assistere al gigantesco incendio che ha devastato i boschi intorno al paese, tra Su Pradu e San Giovanni. Ai piedi del Gennargentu è stata una giornata d’inferno con gravi danni e 70 persone evacuate. Dalle 14.30 di ieri, ora in cui il rogo è divampato con tre inneschi piazzati lungo la strada statale 389, tra Santu Cristolu e Siccaderba, la comunità ha vissuto l’angoscia delle fiamme che avanzavano.

I proprietari di Ahora, la casa famiglia per pazienti psichiatrici di Is Tancas, a monte dell’abitato, hanno dovuto evacuare 32 ospiti trasferendoli nelle altre due sedi della società, a Villanova Strisaili e Gairo. Le lingue di fuoco hanno divorato 200 ettari tra macchia mediterranea e bosco, fiamme altissime hanno travolto strade e casolari. Il fuoco si è spinto fino al territorio di Elini e tutte le case al confine tra i due paesi (una decina) sono state evacuate per precauzione. La stessa operazione l’hanno dovuta compiere i titolari del maneggio di Monte Idolo, costretti a portare in salvo i cavalli ricoverandoli in stalle e aziende distanti dall’inferno di fuoco, così come decine di allevatori.

Paese assediato

Tutto è iniziato nel primo pomeriggio, quando su Arzana soffiava una vento caldo di ponente che, con il passare delle ore, ha preso sempre più consistenza. L’allarme è scattato a est dell’abitato, lungo la statale per Nuoro. Tre inneschi hanno provocato uno scenario apocalittico. La macchina dell’antincendio è scattata in un attimo, ma le fiamme, alimentate da forti raffiche di vento, sono state più veloci e in poco tempo hanno attraversato il crinale raggiungendo la provinciale per Lanusei, dove hanno lambito attività commerciali (un centro edile, un deposito di legname e di bombole), e minacciando abitazioni. In pochi minuti il paese è finito sotto assedio di un rogo che a tratti è apparso indomabile. Imponente la macchina dell’antincendio: tre Canadair, arrivati da Olbia, e sette elicotteri (due Superpuma, gli altri provenienti da San Cosimo, Sorgono e Villasalto a cui, si sono aggiunti quelli dell’Esercito e dell’Aeronautica decollati da Elmas e Decimomannu) oltre alle squadre a terra di Forestale, Vigili del fuoco (Lanusei, Tortolì e Villagrande e due provenienti dalla sede centrale di Nuoro più un’autobotte e un’ulteriore squadra di supporto con tre vigili per un totale di trenta unità e tredici mezzi) e Forestas. Nutrito il dispiegamento di volontari della Protezione civile e delle compagnie barracellari. A tarda sera le fiamme non erano ancora state domate.

Il sindaco

«Per noi è un disastro», afferma Angelo Stochino, sindaco di Arzana, parafrasando Raffaele Sestu. Non potrebbe essere altrimenti. Il cantiere forestale svuotato di maestranze ha inciso sulle operazioni e sul controllo: «Agli inizi del Duemila avevano un centinaio di dipendenti, ora sono una trentina a fronte di un territorio molto vasto. È stato un incendio gravissimo causato da persone ignobili. Se non ci fosse stato impegno corale staremmo contando danni peggiori, perché è stata minacciata un’intera popolazione, parte della quale fragile». La Prefettura di Nuoro ha attivato da subito il Centro di coordinamento dei soccorsi, coordinato dal vice prefetto Alberto Raimondi. Il sindaco di Elini, Vitale Pili, ha ordinato l’evacuazione di dieci abitazioni con una trentina di residenti.

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