«Bene il rimpatrio dell’algerino accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una tredicenne nei giorni scorsi a Marina Piccola». Lo sottolinea Alberto Di Rubba, il deputato della Lega nominato a fine luglio commissario del partito in Sardegna: «È questa la risposta che i cittadini si aspettano dallo Stato: fermezza e fatti».
Il riferimento è al caso del 40enne, rimpatriato in Algeria dopo l’accusa di aver aggredito sessualmente una ragazza di 13 anni al Poetto, nel porticciolo di Marina Piccola. A dare la notizia era stato direttamente il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con un post su Facebook: l’uomo, dopo essere stato rintracciato dalla Squadra Mobile, è stato trasferito in un Centro di permanenza per i rimpatri e successivamente imbarcato su un volo diretto verso il Paese d’origine.
«Questo caso», aggiunge Di Rubba, «dimostra concretamente perché servono strumenti capaci di rendere effettive le espulsioni. Per anni la sinistra ha contestato i Cpr, arrivando a chiederne la chiusura. La Lega ha sempre sostenuto la linea opposta e nel 2018, con il decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini al Viminale, siamo intervenuti proprio sui Centri di permanenza per i rimpatri, aumentando il periodo massimo di trattenimento e prevedendo nuove risorse per la realizzazione e l'adeguamento delle strutture».
Per il deputato della Lega si tratta di «una scelta precisa: dare allo Stato più tempo e strumenti per organizzare concretamente i rimpatri, evitando che un provvedimento di espulsione rimanesse soltanto sulla carta. Chi arriva in Italia deve rispettare le nostre leggi e le nostre comunità. Chi delinque non ha diritto di restare e deve tornare nel proprio Paese», conclude il deputato della Lega.
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