Si chiude oggi a Orvieto la tre giorni dedicata a “Il futuro dell’Italia. Il sovranismo sociale per una vera identità europea”: in programma per le conlcusione Gianni Alemanno e Roberto Vannacci. Intanto ieri, fra i trecento convenuti per la seconda giornata, la domanda ricorrente era: Giorgia Meloni chiamerà Vannacci? Alemanno mette la palla nel campo della premier: decida «cosa vuole fare da grande», se stare con il Ppe o nel «movimento del sovranismo» rinvigorito dai risultati dell’AfD e dalla corsa di Marine Le Pen per l’Eliseo. L’ideologo di FnV, Lorenzo Gasperini: se la premier «ci chiama a parlare, andiamo elegantemente a parlare». La base meloniana sui territori, sostiene, sarebbe già pronta: «Al 90% le cose che diciamo noi le dicevano anche loro prima». Laura Ravetto alza l’asticella: Meloni è una candidata "assolutamente valida" al Quirinale e sarebbe "curioso mandare all’aria tutto». Sul palco anche il pronipote di Mussolini, Caio Giulio Cesare; in platea Giuliana de' Medici.
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