Il voto

Il caso Gallura e Medicina decisivi per il nuovo rettore 

Quattro in corsa per il dopo Mariotti Mercoledì 23 il possibile ballottaggio 

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«Dobbiamo leggerlo sulla stampa?» Nell’Ateneo sassarese l’annuncio sui quotidiani dell’offerta formativa per il 2027-28, a Olbia, del Dipartimento per l’Innovazione, ha aggravato il malpancismo di una parte dell’accademia sassarese. Rinnovando la domanda: »Gli organi collegiali contano ancora qualcosa?« Punti interrogativi riapparsi a un giorno dalle elezioni per il rettore per i prossimi sei anni, carica per cui concorrono Sergio Uzzau, Giorgio Pintore, Francesco Morandi e Omar Chessa, rispettivamente ordinari del dipartimento di Scienze Biomediche, Biologia farmaceutica, Diritto del Turismo e Diritto costituzionale.

Il confronto

E proprio la questione gallurese, divisiva da tempo per l’Università turritana, sostenuta da una fazione e avversata dall’altra, sarà di sicuro tra i pensieri di diversi votanti, anche se non sarà l’unico. Perché nelle preferenze dei quasi 1200 elettori, di cui 620 sono docenti e 486 rappresentano il personale tecnico amministrativo, rientrano le stesse variabili che contraddistinguono ogni suffragio, dall’avanzamento di carriera alla componente economica. In sintesi un’idea di futuro certa e, per alcuni, il finanziamento regionale da 45 milioni di euro per 15 anni al Dipartimento citato ha lasciato più di un dubbio sulle prospettive sassaresi. Perplessità rimarcate peraltro sia da Chessa che da Uzzau, sostenitori di un ripensamento, se non di un ridimensionamento, dell’impresa accademica olbiese. Ma, dietro alla sostanza dei soldi, si contesta pure la forma, con il proclama dell’offerta didattica, tre giorni fa in conferenza stampa - un corso triennale e tre lauree magistrali - che ha scavalcato il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione dell’Ateneo, tenuti a dare un parere, eppure, al momento, non contemplati. Magari i passaggi verranno compiuti più avanti ma, come dire, «a cose fatte», si riferisce dall’interno dell’Ente, e con il “treno” gallurese già lanciato verso la novità, pronto a calare gli investimenti del caso.

I malumori

Al fondo dei meccanismi descritti, e delle reazioni registrate, vi è però sempre la “pancia”, l’umore, il moto poco razionale che dall’elettore raggiunge il candidato. «È l’istinto di sopravvivenza - riferiscono i bene informati - Al prossimo Magnifico si chiedono rassicurazioni sul fatto che ci sarà da mangiare per tutti». Tradotto: risorse a favore di ogni componente del corpo accademico. Alcuni aspiranti rettori sarebbero più convincenti di altri, da questo punto di vista mentre, secondo quanto emergerebbe dai sondaggi interni, fatti di telefonate e interlocuzioni, la sfida vedrebbe i contendenti più o meno appaiati. «I consensi ascritti a certi competitor non troverebbero conferme», questo il pensiero di chi ha raccolto gli input. Un fattore potrebbe però marcare alla fine la differenza. «Una legge non scritta dice che il candidato privo del consenso compatto del suo dipartimento risulta zoppo», sottolinea chi ha vissuto le urne più di una volta, sapendo che non tutti i contendenti possono contare sul fattore casalingo. In questo senso bisogna fare attenzione al “fuoco amico”, magari causato da pregressi contrasti nella propria facoltà, e occhio a Medicina che, orfana di un proprio candidato, farà da ago della bilancia. Soprattutto focus sull’esito dell’elezione di domani, dando per certo che si voterà pure il 23. «Un distacco di 30/40 voti tra i primi due significa che il risultato è ancora in bilico. Ma se uno stacca gli altri di 80 preferenze ci si esprimerà alla fine per il più votato». Possibilità che appariranno chiare domani sera.

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