Davanti alle Bocche di Bonifacio Terna ha vinto, anzi stravinto. Il Cantiere Sacoi 1 di Rena Bianca, la spiaggia simbolo di Santa Teresa Gallura, è stato aperto su ordine del commissario ad acta nominato dal Tar del Lazio. I lavori di riparazione del cavidotto Sardegna Corsica sono partiti, con un atto di forza, il 15 settembre. La ruspa è comparsa e resterà sull’arenile con tempi e modalità sostanzialmente scelti dal colosso dell’energia elettrica. Infine, il Comune di Santa Teresa è tagliato fuori su uno dei temi chiave del caso, le garanzie per un ripristino ambientale del sito alle sue condizioni. Bocciata (dal Tar del Lazio) la prima richiesta di una polizza fideiussoria da due milioni di euro, da imporre a Terna, presentata dal municipio del centro costiero gallurese a primavera; bocciata una seconda istanza per un polizza di importo inferiore sulla quale il Comune teresino ha insistito per qualche settimana. Il provvedimento del Tar del Lazio (datato 23 luglio) che ha nominato un commissario ad acta (come chiedeva Terna) ha chiuso la questione di imperio e senza ulteriori interlocuzioni di Terna con il Comune di Santa Teresa e l’Area marina protetta di Capo Testa – Punta Falcone.
Atto di forza
L’amministrazione comunale teresina, rappresentata dall’avvocato Gian Comita Ragnedda, le ha provate tutte per fare valere le sue ragioni su Rena Bianca. Ad aprile l’ente guidato dalla sindaca Nadia Matta era riuscito a stoppare un primo tentativo di avvio dei lavori. Bisogna dire che l’operatore nazionale dell’alta tensione non agisce sulla base di scelte arbitrarie, risponde dell’efficienza della rete elettrica nazionale. Negli atti amministrativi che documentano il braccio di ferro su Rena Bianca si parla di diversi guasti rilevati nel collegamento con la Corsica (segnalati nel dicembre 2025 e poi nel marzo di quest’anno) che mettono a rischio “la sicurezza del sistema elettrico della Sardegna”. L’amministrazione teresina chiedeva di dire la sua su tempi e modalità dei lavori e soprattutto pretendeva che Terna si impegnasse (con una polizza fideiussoria) a garantire un intervento di ripristino perfetto, e coperto finanziariamente, dell’arenile. Il Tar del Lazio ha accolto con una prima sentenza (giugno 2026) il ricorso di Terna contro i provvedimenti del Comune di Santa Teresa. Quindi (Ordinanza Presidenziale 5740/2026 del 23 luglio) ha esautorato l’amministrazione guidata da Nadia Matta, nominando un commissario (la ex prefetta di Sassari, Grazia La Fauci), al quale ha ordinato di dare le autorizzazioni a Terna. L’atto di forza è avvenuto a luglio mentre Comune e colosso dell’energia cercavano di accordarsi. La sindaca ha ammesso la resa: «Gli obblighi di legge non consentono di impedire a Terna l’accesso all’infrastruttura». I consiglieri di minoranza, Dario Giagoni e Ilaria Battino rispondono: «Noi lo avevano detto che i lavori potevano e dovevano iniziare a primavera». Il problema è che neanche Terna può dire ora quando sarà chiuso lo squarcio di Rena Bianca.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
