La sua prematura scomparsa, avvenuta nello scorso mese di marzo, fu un grande colpo al cuore per tutta la città e l’intera Planargia, dove era considerato non solo un ottimo sacerdote ma una persona speciale. Ecco allora perché l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alfonso Marras, ha avviato la procedura ufficiale per dedicare a don Paolino Fancello la piazza antistante la chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù.
La scelta
Nell’atto votato dall’esecutivo si sottolinea come «la decisione nasce dalla volontà di onorare la memoria di don Paolino per ricordare il suo spirito di servizio, la dedizione come educatore e il suo impegno nello sport e nella formazione dei giovani. Tra le iniziative più significative la fondazione della Polisportiva Calmedia (di cui fu anche capitano) e di Radio Planargia, realtà che hanno contribuito a coinvolgere e formare diverse generazioni di bosani». La Giunta ha ritenuto opportuno avviare la procedura per l’intitolazione della piazza, pur consapevole che la normativa vigente prevede che strade e piazze possano essere dedicate a persone decedute da almeno dieci anni, salvo deroga autorizzata dal Prefetto di Nuoro. Per questo motivo, il Comune inoltrerà richiesta per ottenere la necessaria autorizzazione in deroga. Nessuno in città mette in dubbio che questa arriverà considerato che con l’intitolazione si vuole rendere omaggio a un uomo che ha saputo essere guida spirituale, educatore e promotore di valori positivi per tutta la comunità. «Don Paolino Fancello – fa notare il sindaco Marras – continuerà così a vivere nel cuore di Bosa anche attraverso questo gesto simbolico».
La figura
Nato a Sedilo nel 1942, si è distinto per il suo spirito di servizio e la dedizione verso i cittadini. L’attività pastorale è stata caratterizzata da una particolare attenzione ai giovani e alla loro formazione, sia spirituale che civile. Ha saputo interpretare il ruolo di sacerdote in modo moderno e inclusivo, coinvolgendo attivamente la popolazione in progetti innovativi. Al suo funerale partecipò un’enorme folla con le comunità di Sedilo e Bosa strette in un unico, commosso abbraccio, per dare l’ultimo saluto al “sacerdote del popolo”. Le esequie furono celebrate dal vescovo della diocesi di Alghero‑Bosa, Mauro Maria Morfino, alla presenza di numerosi sacerdoti, delle confraternite locali e di quelle di Tresnuraghes, parrocchia dove don Paolino aveva svolto il suo ministero per vent’anni. Nell’omelia, Morfino aveva ricordato la profondità del suo agire. «L’eredità che lascia non è da sperperare, perché è stato annunciatore più autentico del Vangelo. La sua è stata una vita ben riuscita». A coprire la bara la “sua” maglia numero otto della Calmedia e il Vangelo. Don Paolino ha lasciato un vuoto profondo, ma anche un esempio che resterà vivo nel cuore, anche per i più giovani che passeranno nella piazza che a lui sarà dedicata.
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