Le reazioni.

Una comunità sotto choc: «Preghiamo per Michela» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Una comunità sconvolta, sotto choc. Dopo l’alba di sangue, a Solanas – frazione balneare di Sinnai – tutti pregano per Michela Rubiu, la 47enne ferita con un colpo di pistola alla testa dal marito e ora gravissima in ospedale.

«Quando accadono queste tragedie il dolore di una famiglia diventa il dolore di tutti noi – le parole della prima cittadina di Sinnai, Barbara Pusceddu, che appena appresa la notizia si è precipitata a Solanas –. Ci sono momenti in cui il ruolo di sindaca e il dovere istituzionale si fondono del tutto con l’umanità e il dolore, di fronte a un dramma troppo grande per essere compreso. La tragedia che ha colpito una famiglia così conosciuta e stimata lascia le comunità di Sinnai e di Solanas in uno stato di profondo sconcerto e smarrimento». In segno di lutto, il Comune ha sospeso immediatamente le manifestazioni dell’Estate a Solanas: un torneo di scacchi che si sarebbe dovuto tenere ieri e la serata di sabato prossimo nella piazza della chiesa, proprio di fronte al bar della tragedia.«Nulla poteva far presagire un dramma simile – ha aggiunto affranta Pusceddu – . Proprio per portare un segno tangibile e immediato del nostro abbraccio mi sono recata personalmente a Solanas insieme al comandante e al vicecomandante della Polizia locale. Abbiamo voluto essere lì, sul posto, per testimoniare la presenza vigile delle istituzioni e portare il supporto, il rispetto e il calore di un’intera cittadinanza a chi in questo momento sta affrontando la sofferenza più grande».

Michela Rubiu e la sua famiglia sono conosciutissimi a Solanas. La 47enne ha aperto da qualche anno il “Cafè 1950” di fronte alla chiesa parrocchiale, ricavato in uno spazio dello storico negozio di genere alimentari della famiglia, ancora gestito dalla mamma Fabia. Un locale frequentatissimo. «Nel bar ho visto spessissimo anche Alessandro Pintus – racconta Luigi Pitzalis –, mi fermo spesso a Solanas, soprattutto nel fine settimane. Quando ho visto il bar chiuso e i carabinieri, ho pensato a tutto fuorché ad una tragedia del genere. Non ho parole». Come tutti a Solanas.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI