I racconti.

Lo sconcerto dei vicini: «Una disgrazia totalmente inaspettata» 

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«Gente tranquilla. Grandi lavoratori che vivevano ogni giorno solo per la famiglia». Il racconto dei vicini per descrivere i Pintus è unanime. «Anni fa si sentivano spesso i fratelli litigare tra loro, ma da qualche anno tutto sembrava essere tornato alla serenità. Niente urla, solo risate», dicono dalle case attorno a via Asfodelo.

Ecco perché quei due botti sordi sentiti al sorgere del sole non potevano essere certo colpi di pistola. «All’improvviso due esplosioni ravvicinate hanno interrotto il silenzio della notte. Sembravano petardi sparati da dei ragazzi», dice Loredana Atzori. «Mi sono chiesta chi mai potesse accendere dei fuochi d’artificio a quell’ora. E poi non si sono sentiti né urla né litigi. Solo all’arrivo dei carabinieri abbiamo capito le proporzioni della tragedia».

Massimiliano Battistella condivide lo stupore nel dover commentare un omicidio a due passi da casa sua. «Viviamo qui da sette anni e mai abbiamo avuto il pur minimo presentimento di tensioni familiari. Conosciamo da sempre i Pintus, li abbiamo visti passare tutti i giorni. E tutti i giorni ci salutavamo cortesemente. Con i genitori e con i figli che venivano a trovarli. Tutto è sempre stato tranquillo e sereno».

Il dedalo di strade non asfaltate che sale in collina verso via Asfodelo alterna ville lussuose a edifici più modesti. Nel mezzo spiazzi incolti che accolgono pollai improvvisati e addirittura allevamenti di pecore. Un quartiere periferico che all’alba non era certo trafficato. Ecco perché i carabinieri incaricati delle indagini hanno deciso di requisire i filmati delle telecamere di sicurezza installate nelle abitazioni vicine a quella della famiglia Pintus. Esaminando i filmati si potrebbe infatti ricostruire con certezza la tempistica della tragedia tentando di svelare il movente ancora misterioso dietro al dissidio familiare che è poi sfociato nei due colpi di pistola che hanno portato un fratello in galera e l’altro all’obitorio.

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