Vibo Valentia. Sarà la Procura di Vibo a fare luce sulla morte di Alessio, un bambino di un anno e mezzo originario di Zungri, nel Vibonese, deceduto mercoledì all’ospedale di Catanzaro, dove era stato stato trasferito in gravi condizioni da quello di Vibo Valentia. Il caso si intreccia con una situazione di allarme sanitario nell’asilo in cui andava il bimbo, la “Family baby school” di Tropea, scuola paritaria 0-5 anni frequentata da un centinaio di bambini. Oltre al piccolo che ha perso la vita, infatti, nei giorni scorsi circa una decina di bimbi hanno manifestato disturbi gastrointestinali e quattro sono stati ricoverati. Tre sono già stati dimessi, mentre uno si trova ancora a Catanzaro con sintomi, però, che apparirebbero in netto miglioramento.
L’autopsia
Alessio, si è saputo ieri, sarebbe stato ricoverato alle 2.51 del 17 luglio al pronto soccorso di Vibo Valentia con sintomi di gastroenterite, vomito e diarrea, prima di essere trasferito nel reparto di Pediatria. Alle 8.10 del 21 luglio, a causa di un severo peggioramento del quadro clinico con il sospetto di una grave setticemia, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Catanzaro, dove è avvenuto il decesso. Dopo la denuncia dei genitori, gli agenti di Vibo Valentia hanno sequestrato la cartella clinica del bambino e in queste ore la Procura, che ha ordinato il sequestro della salma, disporrà l’autopsia per accertare le cause della morte e individuare eventuali responsabilità. L'ipotesi più accreditata al momento - spiega Serena Miceli, la dirigente della Family baby school, è quella di un batterio entrato dall’esterno dell’asilo, dove sono già stati condotti accertamenti da parte del personale dell’Asp e della Questura, oltre alle iniziative necessarie a interrompere la catena dei contagi. I sospetti si concentrano sul Clostridium difficile, «un batterio che si prende generalmente all'interno delle strutture ospedaliere», precisa la dirigente.
Sanificazione
Di fronte all’aggravarsi dei casi, tra venerdì e martedì, Miceli ha inviato una Pec all’Asp e ha disposto la chiusura precauzionale della struttura fino a domenica per effettuare una sanificazione straordinaria. «Le scuole - spiega - normalmente igienizzano quotidianamente con prodotti a base di cloro, che sono quelli previsti proprio per le scuole. Questo tipo di batterio, invece, non si debella con prodotti a base di cloro, ma con prodotti a base di acqua ossigenata, che normalmente non si usano nelle scuole, ma negli ospedali». Per questo, aggiunge, la scuola paritaria si è attivata autonomamente: «Ci siamo premurati di contattare lo stesso fornitore che ci procura i prodotti di sanificazione quotidiana, per farci pervenire i prodotti che fornisce alle cliniche e agli ospedali, così da sanificare la scuola». Intanto il commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia, Angelo Vittorio Sestito, ha convocato una riunione con i vertici sanitari per fare luce su tutti i passaggi della vicenda.
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