Bologna. Quasi tutto della tragica fine di Abderrahim Fakir è stato filmato e ogni giorno si aggiungono tasselli. Come quello che descrive gli attimi immediatamente precedenti all’azione dei due poliziotti. «C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime a un’auto e che entrano in contatto con lui. A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e risolvere questa situazione». Le parole dell’avvocato Gabriele Bordoni, difensore dei due agenti, descrivono uno spezzone del video registrato dalla bodycam di uno dei due agenti intervenuti in via Svevo. Nelle immagini mostrate dal Tg1 si vedono le mani degli agenti sia su Fakir sia su un altro uomo con la maglietta bianca con cui era venuto a contatto, nella zona dei garage. Sembra quasi una risposta all’avvocato Fabio Anselmo, difensore della famiglia del 42enne, che mercoledì aveva «sfidato» chi sostiene la ricostruzione di una presunta colluttazione tra alcuni presenti e la vittima «a mostrarne le immagini».Oggi si procederà all’autopsia, ma la famiglia di Abderrahim Fakir ha già delle certezze. Nei giorni scorsi la moglie ha rilasciato una lunga intervista all’emittente marocchina Chouftv: «Io conoscevo bene mio marito, eravamo sposati da 13 anni. Era una persona normale e l’hanno ammazzato così, senza motivo. Quello che è successo non è giusto, non è normale, nessuno lo ha aiutato». Ha visto il video: «Non riesco a togliermi quelle urla dalla testa». La zia di Fakir parla di «un crimine contro l’umanità, un crimine terribile. Hanno ucciso nostro figlio, e noi non li perdoneremo». E la nipote di Fakir, Yossra Fakir, che parla dall’Italia: «Abderrahim era un uomo buono e la sua vita aveva valore. Noi ci affidiamo alla magistratura e chiediamo chiarezza, verità, giustizia. Non staremo in silenzio, ma continueremo a raccontare la persona che era, a difendere il suo nome e a custodire la sua memoria».
Ieri intanto il Consiglio dei ministri ha varato il ddl “anti-maranza”, che andrà votato in Parlamento. «Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne – dice Giorgia Meloni in un video – Chi aggredisce, chi rapina, chi devasta deve pagare sempre. Anche se ha 15 o 16 anni». Oggi il giudice deve accertare caso per caso se il minorenne è capace di intendere e di volere, ora la capacità verrebbe presunta e «viene invertito l'onere della prova».
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