NEW YORK. Donald Trump lancia l'ennesima sfida ai leader mondiali dal palco all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Come un ciclone il presidente ne ha per tutti, tranne che per la sua America, «più forte che mai» e dove «l'età dell'oro» per lui è ormai una realtà. E se a Vladimir Putin si rivolge chiedendogli di mettere fine alla guerra in Ucraina, all'Iran lancia l'ennesimo ultimatum: «O l'accordo dopo il voto di midterm o li anniento». Poi l'attacco a Cuba, «uno Stato fallito che cadrà»: con la delegazione dell'Avana che alle sue parole abbandona l'aula.
Contro i media
In un discorso dai toni decisi e aggressivi, il commander-in-chief ha imposto la sua visione tutta improntata sulla dottrina dell'America First e difeso ad oltranza la sua politica estera. Al Palazzo di Vetro era arrivato dopo le nove del mattino, accompagnato dalla First Lady Melania. Prima di entrare però ha colto l'occasione per attaccare ancora una volta la Cnn, presente ai lavori dell'Onu ma bloccata dall'accesso alla Casa Bianca. «Non dovrebbe essere qui», ha protestato. Il corrispondente ha replicato che era lì grazie all’accredito dell’Onu.
Nella sua battaglia contro i media, per altro, l’immagine del presidente in versione patriottica, con i grandi volti presidenziali del monte Rushmore, ha inaugurato lunedì le trasmissioni di Trump Tv, piattaforma streaming attiva 24 ore su 24 lanciata dalla Casa Bianca e dedicata agli eventi dell'amministrazione. Dopo la revoca degli accrediti stampa ai giornalisti di Cnn, MsNow e Politico nella sua perenne lotta personale alle «fake news», il presidente americano ha ora l'ambizione di superare la copertura oscurata dal pool tv della Casa Bianca in solidarietà alle tre testate.
Il discorso
Sul palco dell'assemblea è salito dopo le 10 e ha tenuto banco per quasi 40 minuti elencando tutti i record della sua amministrazione, dall'economia all'immigrazione, prima di dedicarsi alla politica estera. «Devo decidere se annientare l'Iran o fare un accordo. E se li devo annientare, lo farò rapidamente. Ma sono convinto che faranno l'accordo dopo le elezioni», ha tuonato. Poi però ha confermato che i contatti sono in corso e che all'Onu è previsto un incontro fra i funzionari americani e quelli iraniani. Mentre tra i corridoi circolava la suggestione di un possibile incontro tra il tycoon e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, anch'egli in arrivo a New York.
«Io ho agito»
«Troppi hanno preferito ignorare» per anni la minaccia iraniana - ha puntato il dito - «ma non io, che da quando mi sono insediato ho mostrato il mio impegno incrollabile al non far avere» a Teheran l'arma nucleare: «Mentre altri parlavano, io ho agito. Mentre altri parlavano di pace, io l'ho realizzata. Mentre altri ignoravano le minacce, io le ho affrontate».
Fra le otto guerre che ripete di aver risolto non c'è però il conflitto fra Russia e Ucraina: «Ma la pace si farà prima di quanto si pensi», ha ripetuto, assicurando ancora una volta che una soluzione sarà trovata.
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