L’emergenza legata allo smaltimento della plastica comincia ad attenuarsi ma la preoccupazione e l’incertezza non svaniscono. A settembre sono state trasferite dalla Sardegna verso gli impianti della Penisola circa 2.500 tonnellate di materiale e, nel breve periodo, è stato programmato il trasferimento di ulteriori 2.600 tonnellate. Lo ha riferito il Corepla, il consorzio che si occupa dell smaltimento, durante l’incontro nella sede dell’assessorato regionale dell’Ambiente a cui hanno partecipato, insieme al capo di gabinetto Cesare Moriconi, i sindaci di Cagliari e Olbia Massimo Zedda e Settimo Nizzi, la presidente dell’Anci Daniela Falconi e i rappresentanti di Casic e Cipnes e dei consorzi che devono gestire il riciclo.
Criticità
«Nel corso della riunione, il Corepla -si legge in una nota della Regione- ha assicurato «il progressivo superamento delle criticità registrate nei mesi estivi, anche in conseguenza del superamento del picco stagionale di produzione dei rifiuti e della ripresa dei trasferimenti verso gli impianti della Penisola». Il consorzio ha inoltre garantito, per i prossimi mesi, trasferimenti per circa 3.000 tonnellate al mese per lo smaltimento dei flussi ordinariamente prodotti dai Comuni sardi e dei quantitativi accumulati nel mese di agosto negli gli impianti di stoccaggio.
Sul futuro resta un’ombra perché «a fronte del progressivo miglioramento della situazione», il Corepla ha comunque evidenziato «che non possono essere escluse ulteriori criticità nel medio termine». Intanto -fa sapere l’assessorato dell’Ambiente- va avanti il lavoro sul piano strutturale, «con particolare attenzione all’avvio degli impianti previsti dalla pianificazione regionale, tra i quali il centro di selezione degli imballaggi in plastica di Macchiareddu».
I comuni
«Nel corso dell’incontro -spiega la presidente dell’Anci Daniela Falconi- abbiamo evidenziato alcuni aspetti: la progressiva riduzione delle presenze turistiche sta determinando una diminuzione dei volumi di plastica conferiti, ma in alcuni territori permangono situazioni di incertezza». I comuni chiedono maggiore condivisione delle informazioni e chiarezza sulle scelte operative, affinché tutti i sindaci conoscano tempestivamente l’evoluzione della situazione e possano organizzare i servizi senza ulteriori difficoltà. «Non possiamo permetterci – aggiunge Daniela Falconi- interruzioni dei servizi di raccolta. In questi anni i cittadini hanno dimostrato grande maturità e senso di responsabilità, contribuendo a raggiungere risultati importanti nella raccolta differenziata. Sarebbe profondamente ingiusto chiedere di fare un passo indietro a causa delle difficoltà di un sistema che, invece, dovrebbe essere in grado di valorizzare il loro impegno. Continueremo a seguire l’emergenza con spirito di collaborazione, chiedendo risposte chiare e coordinate per tutti i territori».
Il blocco
Il collasso della filiera a livello nazionale ed europeo nasce da una infausta congiuntura del mercato. I centri di stoccaggio e selezione legati al circuito del Corepla si sono riempiti a dismisura nei mesi estivi e non sono stati più in grado di assorbire nuovi materiali. Tutto nasce dal crollo del mercato del riciclo. Si è ridotto notevolmente il valore economico della plastica riciclata rispetto a quella vergine importata dall'estero, in particolare dalla Cina, a prezzi molto bassi. Il corto circuito è legato al fatto che le aziende non acquistano il materiale da riciclare, bloccando l'intera catena. Il quadro si è ulteriormente aggravato nei mesi di forte presenza turistica.
La decisione
La crisi ha portando a stop del servizio in Gallura, Ogliastra, nel Sarrabus, Medio Campidano e Cagliaritano. Per fronteggiare l'emergenza, la Regione ha deciso di dare il via libera a 2.700 tonnellate di nuova capacità di stoccaggio provvisorio nelle piattaforme industriali del Cacip a Macchiareddu e del Cipnes a Olbia.
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