Giampaolo Locci è comparso (di spalle) su uno schermo dell’aula del Tribunale di Cagliari dove ieri mattina si è aperto il processo sulla maxi operazione antidroga in cui figurano 65 indagati. Il collegamento con il 57enne di Bari Sardo, diventato collaboratore di giustizia, si è interrotto per problemi di connessione. Gran parte degli avvocati degli altri indagati ha chiesto riti alternativi al dibattimento, puntando sull’abbreviato semplice. Altri legali hanno sollevato eccezioni per mancate notifiche e omesso deposito delle intercettazioni. Su tutte le questioni, dopo qualche ora in camera di consiglio, il gup Giulia Tronci ha rinviato al 21 settembre.
L’operazione “Termine”, coordinata dal procuratore capo Rodolfo Sabelli e dal sostituto Danilo Tronci, ha messo in luce una fitta rete di narcotrafficanti con marcata incidenza ogliastrina, potendo contare su figure di spicco della criminalità locale e arsenali per lo smistamento di fiumi di cocaina. Tra le persone finite sotto accusa ci sono Debora Contini (35 anni, di Tortolì), compagna di Mino Marongiu, ucciso l’11 luglio 2024, difesa dagli avvocati Mario Solanas e Stefano Piras, Davide Carracoi (52, autista di Locci, assistito dai legali Alessandro Fanni e Maurizio Corda), di Bari Sardo, in carcere a Massama, Giulio Sechi (82, di Tortolì, Solanas), Graziano Usai (50, di Arzana, avvocato Francesco Marongiu), Federico Cualbu (50, di Girasole, avvocato Paolo Pilia). ( ro. se. )
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