Chissà quante migliaia di adulti di oggi avrà conosciuto alla scuola “Paluna” di Monserrato, Giovanni Secci, nella sua lunga carriera come bidello. Eppure in via Boezio era una specie di fantasma, e sua moglie più di lui, malgrado abitassero lì da tanti anni. Tutti i residenti in quella strada lo conoscevano di vista, ma ieri pomeriggio nessuno sapeva come si chiamassero i coniugi e il dramma che vivevano: la malattia che privava Mariolina Seguri della lucidità e il conseguente dramma che viveva l’uomo sposato 53 anni prima.
Giancarlo Scano abita a cinquanta metri dal civico 28, cioè la palazzina dove si è consumata la tragedia: «Sì, li vedevo spesso: ogni volta lei era seduta in auto, lui alla guida, ma no: non ho mai scambiato una parola con loro». Potrebbe essere eletto rappresentante di via Boezio: pochissimi residenti nei palazzi vicini sapevano con precisione chi fossero, quasi a nessuno era capitato di parlare almeno con uno di loro.
I tragici fatti di ieri sono il durissimo epilogo di una famiglia estremamente riservata, che ha nascosto se stessa e i propri problemi riuscendo a non farli mai uscire dalle mura dell’appartamento. Al punto che Giovanni Secci nemmeno aveva rivelato ai Servizi sociali del Comune le difficoltà di vivere ogni nuovo giorno che arrivava. Fino al crollo, ieri, dopo pranzo.
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