L’incontro

«L’Einstein nuovo Piano di rinascita» 

Appello all’unità per affrontare le emergenze: dall’energia alla demografia 

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L’esperienza del Piano di rinascita tra promesse e delusioni sullo sfondo nel teatro Eliseo a Nuoro dove la politica guarda alla Sardegna d’oggi sull’onda del ricordo del primo congresso del popolo sardo, nel 1950 al teatro Massimo di Cagliari, presieduto da Emilio Lussu. Pietra miliare delle speranze confluite poi nel Piano di rinascita. «Cogliamo questa opportunità per ricordare che la questione sarda non è esaurita, si è trasformata, forse ora la chiamiamo insularità - dice la presidente della Regione, Alessandra Todde -. Sono convinta che l’Einstein Telescope sia il nostro Piano di rinascita. È importante spiegare bene qual è questo percorso, quali le possibilità di coinvolgere dando le giuste informazioni sugli strumenti a disposizione».

Tavola rotonda

L’incontro è il terzo della serie, dopo le tappe di Cagliari e Sassari, su iniziativa di quattro associazioni: “Nino Carrus”, “La rosa rossa”, “Rinascere risorgere resistere” e “Rosalia Uras”. «L’idea è valorizzare il momento di unità del popolo lavoratore convocato nel maggio del 1950 attorno ai temi dello sviluppo della Sardegna. Crediamo che oggi debba riconoscersi e ricostituirsi come popolo e anche lavorare per costruire le condizioni dello sviluppo. Pensiamo che la Sardegna debba vivere un suo protagonismo valorizzando quello che ha di meglio: il proprio territorio», spiega Luciano Uras, a nome degli organizzatori. Prima declinazione dello sviluppo d’oggi le infrastrutture necessarie per trasporti interni efficienti.

Questioni aperte

«Oggi bisogna capire chi rappresenta il popolo sardo perché i corpi sociali sono più deboli del passato e le nuove questioni sarde: sicuramente quelle demografica, dell’energia, del governo del territorio e della transizione digitale. Si tratta di adeguarle alle esigenze dei tempi», sottolinea Sebastian Cocco, assessore regionale agli Affari regionali e alla riforma della Regione. «È stata una stagione non breve, ci sono voluti 12 anni per approvare la legge di Rinascita - ricorda Roberto Deriu, capogruppo Pd in Regione -. C’è nostalgia di tempi eroici perché c’è necessità di tempi eroici e di decisioni di grande consenso. C’è la volontà del centrosinistra, di quello che chiamo campo costituzionale, di trovare una prospettiva, il tentativo di suscitare nel popolo sardo una nuova mobilitazione che sostenga nuove idee. Vedremo se saremo in grado».

Il presidente della Provincia, Giuseppe Ciccolini, pone «l’importanza di ripensare un Piano di rinascita nel 2026 ripartendo dalla centralità degli enti locali, dalla nuova fase di protagonismo della Provincia, rilanciando una vertenza con lo Stato per rimettere al centro i territori». Il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, auspica ciò che dopo il 1950 viene fatto: «Andare nei territori e raccogliere i bisogni». Piero Marras cita Lussu e invita all’unità perché al di là degli schieramenti - dice - «siamo sardi». Poi parla con la musica, a iniziare dal brano “Caro Caronte”.

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