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Cinque anni fa il dramma familiare a Quartucciu 

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Cinque anni fa quasi esatti a Quartucciu: il pensionato Paolo Randaccio, allora 67 anni, aveva ucciso a coltellate la moglie 60enne Angelica Salis al culmine dell’ennesimo litigio. L’uomo aveva immediatamente chiamato i carabinieri e confessato. Era il 9 settembre 2021. L’ennesimo femminicidio. Ma l’evoluzione degli approfondimenti aveva composto un quadro differente.

Già in fase di indagine la Procura si era convinta che l’uomo avesse agito in un momento di esasperazione a causa dei comportamenti aggressivi della vittima, affetta da patologie psichiatriche. Accusato di omicidio volontario aggravato, Randaccio in base alla normativa dell’epoca non avrebbe potuto ottenere le attenuanti generiche e rischiava una pena minima di 21 anni. La svolta era arrivata quando i suoi avvocati Andrea Nanni e Luca Pennisi, in accordo col pm Giua Marassi, avevano chiesto alla Corte d’assise di Cagliari di inviare gli atti alla Consulta che aveva poi sancito l’incostituzionalità del divieto di applicare quella sorta di beneficio in casi simili.

Da quella decisione era derivata la condanna a 12 anni, poi scesi a 10 in Appello. «Non si tratta di un orco che ammazza la donna dopo una vita di vessazioni», aveva detto il pm: «È colpevole ma deve godere delle attenuanti in quanto incensurato, lavoratore e reo confesso».

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