Il caso.

Tari, class action contro i disservizi 

Tariffe alle stelle e rifiuti non raccolti. «Ora verifichiamo i diritti dei cittadini» 

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La tassa arriva puntuale. Quest’anno, per via delle nuove regole, è arrivata anche prima del solito. Il camion dei rifiuti, invece, denunciano centinaia di cagliaritani, è molto meno preciso. E così plastica e secco restano più del dovuto, i sacchetti si accumulano, e lungo le strade, colpa degli incivili, lo spettacolo non cambia: sacchetti abbandonati, piccoli cumuli di rifiuti e angoli della città che restituiscono un’immagine di degrado. E la domanda dei cagliaritani è semplice: perché pagare una Tari così alta se poi il servizio non è sempre all’altezza? La protesta per i disservizi legata alla Tari cambia terreno, e dai social (dove sono sempre di più i cagliaritani che denunciano abbandoni e sporcizia) si sposta sul fronte legale. Lo studio dell’avvocato Luca De Angelis ha iniziato a raccogliere segnalazioni e documenti in virtù di una possibile class action. Obiettivo: capire se chi ha pagato regolarmente la Tari possa chiedere un rimborso, una riduzione o comunque una forma di tutela. «Stiamo ricevendo e raccogliendo segnalazioni relative a mancati ritiri e disservizi che, secondo quanto riferito dagli utenti, si protraggono da diverse settimane e in alcuni casi mesi», spiega l’avvocato De Angelis.«Prima di partire con l’azione giudiziaria vogliamo ricostruire con precisione la situazione, verificare l’effettiva entità dei disservizi e individuare i soggetti ai quali siano eventualmente imputabili le responsabilità», aggiunge.

Battaglia

Per costruire il dossier serviranno elementi concreti. Particolare attenzione sarà dedicata alla ricostruzione dei rapporti tra l’amministrazione comunale, il soggetto incaricato della gestione del servizio e gli utenti, così da individuare correttamente i soggetti eventualmente chiamati a rispondere del disservizio. Lo studio invita gli interessati a presentare le ricevute del pagamento della Tari, le segnalazioni già effettuate, fotografie dei rifiuti non ritirati, eventuali comunicazioni ricevute e tutto ciò che possa documentare i disservizi: le segnalazioni possono essere inviate all’indirizzo classactiontaricagliari@gmail.com fino al 31 agosto, subito dopo verrà fatto un primo bilancio delle adesioni e si deciderà se procedere.

I consumatori

Il problema dei rifiuti non si esaurisce nei turni di raccolta saltati. Per Giuliano Frau, presidente di Adoc, c’è una questione più profonda che riguarda il rapporto stesso dei cittadini con la città. «Manca una coscienza civica e questo certamente non aiuta a combattere il degrado», osserva. Abbandonare i sacchetti dove capita, non rispettare giorni e modalità di conferimento o trasformare alcuni angoli delle strade in piccole discariche finisce per aggravare una situazione già difficile. E poi, secondo Frau, c’è l’altro grande nodo: i controlli. «Se le regole esistono ma nessuno verifica che vengano rispettate, il rischio è che i comportamenti scorretti diventino un’abitudine e che a pagarne il prezzo siano soprattutto coloro che pagano regolarmente la Tari».

Due problemi, dunque, che finiscono per sovrapporsi. Da una parte i cittadini che chiedono un servizio puntuale e adeguato al peso della tassa; dall’altra una città nella quale l’inciviltà contribuisce a sporcare strade e marciapiedi. Nel mezzo resta chi paga, rispetta le regole e si ritrova comunque un servizio non sempre adeguato. «La prima esigenza è capire quanto sia esteso il fenomeno e raccogliere elementi oggettivi», conclude De Angelis. Poi arriverà il momento delle decisioni. E se emergeranno i presupposti, così come sembra, la protesta potrebbe trasformarsi in una battaglia collettiva sulla Tari.

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