Colleferro. La strage delle donne continua: ieri a Colleferro, nell’area metropolitana di Roma, una donna polacca di 50 anni è stata uccisa con quattro coltellate dal marito, un 69enne tunisino, davanti a due dei loro cinque figli. L’uomo è stato fermato poco dopo dalla polizia. Una terza figlia della coppia, una ventenne, ha trovato la madre agonizzante, ha chiamato il 112 è ha provato a salvarla mettendo in pratica le indicazioni della centrale di emergenza, ma le ferite alla gola erano troppo gravi. E ieri il corpo della 72enne Carmela Bifano è stato trovato in un fondo agricolo a Villaggio Frassa, nell’area di Corigliano, in provincia di Cosenza. L’ipotesi più accreditata è che sia stata uccisa a colpi di pietra sul capo. Secondo quanto emerso, era in compagnia del marito poco prima di essere uccisa.
Nero su bianco
Intanto montano le polemiche sull’uccisione di Tania Terrin, strangolata a Camponogara dal suo ex, che in passato aveva già denunciato per aggressione. Ieri è emerso che non si trattava della prima segnalazione a carico di Dino Keber, che dopo il delitto si è impiccato nella sua casa di Dolo: altre denunce, di compagne precedenti, risalivano al 2021, al 2010 e al 2002, quando Keber era appena maggiorenne. Tutte erano state ritirate e, di conseguenza, erano stati archiviati i procedimenti. Ma quei compaiono nell’ammonimento emesso dal questore di Venezia a giugno. Ad aprile Tania Terrin si era presentata dai carabinieri raccontando come Keber il 18 di quel mese l’avesse presa per il collo alle spalle, facendole perdere i sensi, mentre 18 dicembre 2025 il 43enne l’aveva presa a schiaffi.
«Custodia cautelare»
La loro relazione, iniziata a febbraio 2025, si era chiusa quel giorno. Quattro anni fa Keber era stato in un centro di salute mentale, ma non aveva mai fatto terapia e abusava di alcolici. Perché a un uomo con precedenti di quel genere, su cui pendeva un procedimento per maltrattamenti e lesioni, non erano state applicate misure più restrittive, come il braccialetto elettronico o la custodia cautelare? «Quello che è accaduto a Camponogara è un fallimento», tuona il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia. E per Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, «l’adozione della custodia cautelare in carcere salva la vita della donna e l’uomo dal carcere a vita», mentre la segretaria del Partito democratico Elly Schlein invita a interrogarsi «sull’efficacia del sistema di protezione delle donne vittime di violenza» e a sostenere «in modo molto più robusto la rete dei centri antiviolenza».
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