Entrata al pronto soccorso dell’ospedale Brotzu a metà mattina, è tornata a casa dopo oltre 22 ore. Una disavventura capitata alla 75enne Rita Lai, di Sadali, che il 7 agosto ha varcato le soglie del presidio sanitario di Cagliari alle 11,40 per essere dimessa alle 3 di notte («potete venire a prenderla», la comunicazione ai parenti) e andare via solo alle 9 del giorno seguente, vista l’impossibilità dei familiari di raggiungere il capoluogo a quell’ora.
Amarezza
Episodio raccontato con amarezza da Ersilia Piroddi, figlia dell’anziana paziente, affranta per l’accaduto e decisa nell’affermare che «chi sostiene che i Pronto soccorso in Sardegna tengano, ha la fortuna di non frequentarli». La madre, spiega, ha un malessere in casa a Sadali dove vive col marito, allettato. La trova riversa a terra priva di sensi alle 10 il figlio, il quale chiede aiuto alla oss che assiste il padre. Da lì la chiamata al 118, l’arrivo dell’ambulanza (senza il medico), la vista e l’intervento dell’elisoccorso.
Il triage
In ospedale la paziente arriva alle 11,40 e le viene assegnato il codice azzurro: è in condizioni stabili e non corre rischi immediati ma la situazione richiede comunque ulteriori valutazioni. Entro 60 minuti, in teoria. Gli accertamenti cominciano alle 17,10.
«Vivo a Torino e mio fratello non poteva lasciare solo mio padre allettato», ricorda la figlia, «comunicavo telefonicamente con mia madre per avere notizie e mentre le ore passavano mi ripeteva di essere lì ad aspettare. È rimasta su una sedia senza che nessuno le chiedesse se avesse bisogno di qualcosa. Non aveva monete per il distributore e non si è lamentata. Poi alle 3 del mattino è arrivata la chiamata con cui si comunicavano a mia zia le dimissioni. Lei ha chiesto un minimo di comprensione, spiegando che nessuno poteva andarla a prendere a quell’ora, ma le è stato risposto che non era un problema loro. Credo invece lo fosse. Quando i nostri cari arrivano in ospedale ci sentiamo tranquilli, ho scoperto che ci sbagliamo». Rita Lai dopo le dimissioni ha aspettato su una sedia pazientemente per oltre sei ore e alle 9 il nipote l’ha abbracciata e riportata a casa.
Dall’ospedale
La paziente, spiegano dal Brotzu, dalle 17,10 «è stata sottoposta a esami ematochimici, visita neurologica, tac del cranio, visita di chirurgia vascolare, ecocardiogramma e visita cardiologica» e durante la sua permanenza nel reparto «è stata sempre vigile e collaborante».
Le dimissioni sono arrivate alle 3,10 ma la famiglia «ha comunicato al personale l’impossibilità di raggiungere l’ospedale» per prendere la parente, andata via alle 9. E sino a quel momento l’anziana «è rimasta affidata alle cure del personale del Pronto soccorso, che le ha garantito assistenza e la permanenza in un ambiente protetto nonostante il rilevante afflusso di pazienti».
Accessi indicati così dall’ospedale: tra le 11,40 e le 17,10 sono arrivati 14 pazienti in codice azzurro, 11 in codice arancione, 6 in codice rosso; dopo le 17,10 e sino alle dimissioni 15 in codice azzurro, 8 in codice arancione, 8 in codice rosso. Un «carico significativo», sostengono dall’ospedale, a fronte del quale «alla signora Lai sono state garantite le necessarie valutazioni cliniche, l’assistenza durante la permanenza in Pronto soccorso e, concluse le procedure di dimissione, la possibilità di attendere in un ambiente protetto l’arrivo dei familiari».
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