Gli eventi

Sviluppo e innovazione, la nautica cresce 

Aumenta l’export sardo, più 47% in due anni. Attenzione alla sostenibilità 

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La nautica, nell’Isola, punta a diventare industria, innovazione e sviluppo stabile. È il messaggio lanciato dalla quinta edizione della Fiera nautica della Sardegna ospitata alla Marina di Porto Rotondo, aperta fino a domenica, con oltre 150 imbarcazioni e 140 stand. Un evento nato con target turistico e oggi a carettere “impenditoriale” tra tecnologia, sostenibilità e saper fare dell’artigianato nautico sardo. Sullo sfondo i numeri che confermano il peso economico del settore: l’export della nautica isolana ha raggiunto i 43,5 milioni di euro, con un incremento del 47% in due anni.

Nuovi mercati

La svolta, spiegano organizzatori e istituzioni, è arrivata dall’impegno costante e dall’accordo di programma pluriennale sottoscritto con la Regione che ha permesso di portare la nautica sarda nei mercati internazionali per attrarre investimenti, consentendo, al contempo, l’inserimento della manifestazione nel calendario del ministero delle Imprese e del Made in Italy. A ricordare i passaggi del cambio rotta, sempre più verso un hub nautico e tecnologico del Mediterraneo, è stato Livio Fideli, presidente del Cipnes Gallura, ente promotore della manifestazione che ha delineato le tappe della crescita, dalla nascita di un centro studi dedicato al settore all’agency per lo sviluppo degli investimenti fino al rafforzamento della formazione universitaria con nuovi corsi magistrali di ingegneria nautica e alle tecnologie industriali e aeronautiche. Tra le banchine «tanta tecnologia orientata alla riduzione delle emissioni – ha sottolineato il direttore dell’evento Angelo Colombo – con imbarcazioni elettriche e motori capaci di utilizzare carburanti alternativi ma soprattutto una filiera sarda che comprende cantieri, imprese e artigianato di altissimo livello».

Il territorio

Leva di sviluppo economico, il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ha ricordato il sostegno dato dalla città con gli investimenti in infrastrutture, cultura e università, questi ultimi grazie alla collaborazione con gli Atenei di Sassari e Cagliari mentre dal mondo imprenditoriale l’invito a consolidare la filiera. Simone Morelli, di Confindustria Nautica, ha parlato di «un momento di acque agitate» per il settore ma ha anche invitato a guardare alle opportunità. «La Sardegna rappresenta oltre il 20% del charter nazionale – ha detto – ma non possiamo limitarci alla stagione turistica. Dobbiamo trattenere qui i grandi yacht tutto l’anno, puntando sul refitting invernale e sui servizi agli equipaggi». Una strategia condivisa dalla Regione. Per Emanuele Cani, assessore all’Industria, la nautica è «una delle filiere industriali più interessanti dell’Isola» con la sua capacità di rivolgersi a una clientela internazionale. Tre le direttrici indicate: promozione, infrastrutture e formazione. Di «ecosistema positivo» ha parlato, poi, il vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni, sottolineando la crescita della Fiera. «Nautica, ricerca, e industria. La Sardegna non può più ragionare per compartimenti stagni ma sfruttare il treno dei fondi strutturali europei per diventare hub strategico».

Nei primi talk, sviluppati i temi della sicurezza e prevenzione e il ruolo dei Consorzi industriali provinciali. «L’aspetto più importante di questo evento – ha osservato il Direttore marittimo del Nord Sardegna, Gianluca D’Agostino - è che prova concretamente a trasformare in realtà le idee e i progetti di cui si discute». Oggi gli incontri sulla sfida per conciliare presenza dei maxi yacht e conservazione dell’ecosistema marino.

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