L’ordinanza.

La giudice: «Sono tutti senza scrupoli e pericolosi» 

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Nel concedere ai pm Enrico Lussu e Diana Lecca la custodia cautelare in carcere, la giudice per le indagini preliminari Claudia Sechi non sembra avere dubbi sulla pericolosità e la spregiudicatezza dei fratelli Gianmarco e Filippo Tunis e di Daniel Campus, finiti ieri in carcere a due settimane dal delitto di Leonardo Mocci.

Dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere – in estrema sintesi – spiccano quelli che per il gip sono comportamenti improntati da particolare spregiudicatezza e pericolosità da parte dei tre indagati per concorso in rapina e omicidio. La giudice sottolinea come sia necessaria la misura cautelare più afflittiva, quella del carcere, anche a tutela dei testimoni che avrebbero mostrato più volte reticenza e paura nei confronti di alcuni degli indagati, che dunque potrebbero essere ancora influenzati.

C’è poi anche il problema che la pistola utilizzata per il delitto, una calibro 9, non sarebbe stata trovata, dunque si teme possa essere ancora nella disponibilità degli indagati e del terzo rapinatore che, al momento, risulta ancora libero e non identificato. I tre malviventi in fuga sarebbero stati anche ripresi da alcune telecamere: uno dei quali apparirebbe di corporatura più grossa. La caccia all’uomo è già cominciata: si scava nei rapporti e nelle relazioni personali dei tre indagati, ma anche nelle chat di Telegram dove i carabinieri segnalano come i due fratelli Tunis avessero già una fama di compire rapine armate ai danni di acquirenti di stupefacenti. Un elemento al momento non accertato, ma su cui stanno indagando gli inquirenti. (fr. pi.)

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