Salute

«È una grave malattia infettiva ma non è Covid» 

Manzin: gli hantavirus hanno 20 diverse specie 

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L’attracco - con evacuazione pianificata - previsto per domani, a Tenerife, fa già discutere: i portuali minacciano il blocco in assenza di informazioni e protocolli di prevenzione chiari. Ma la preoccupazione attorno al focolaio di Hantavirus, scoppiato a bordo della nave da crociera Mv Hondius, fa parlare il mondo intero. E c’è chi teme un secondo Covid. «La tutela è doverosa, ma al momento niente fa pensare a un rischio di diffusione pandemica», assicura Aldo Manzin, professore ordinario di Microbiologia dell’Università di Cagliari e direttore di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliero universitaria. «Non si tratta del prossimo Covid. Ma è una grave malattia infettiva», avvertono dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

L’allerta

Intanto anche da Roma, ministero della Salute, è partita l’allerta per gli uffici di frontiera: sebbene nessuno dei 147 passeggeri partiti da Ushuaia (Argentina) il 1° aprile sia di nazionalità italiana, l’attenzione è massima ovunque, col virus già arrivato sulla terraferma. È sempre l’Oms a confermare due nuovi casi, in Svizzera e Olanda. Tra gli scienziati le posizioni sono differenti, con gli aggiornamenti che riportano ai bollettini passati. Così si riprende a parlare anche di distanziamento sociale, che – osserva Manzin – può salvare la vita.

Il virus

L’esperto parte dal principio. «Gli Hantavirus descrivono una famiglia di virus che comprende più di 20 diverse specie, quasi tutte legate all'infezione da roditori, attraverso secrezioni (saliva), urina e feci essiccate che vengono inalate attraverso la generazione di aerosol dispersi nell'aria circostante. Esiste però un ceppo, noto come virus Andes, che può diffondersi per trasmissione da uomo a uomo, sebbene questo accada molto raramente». Sarebbe questo il responsabile del focolaio sulla nave da crociera olandese. «La presenza del virus Andes è stata confermata a bordo della Mv Hondius, quindi è fondamentale che passeggeri ed equipaggio osservino tutte le norme previste in questi casi, prima di tutto l'isolamento dei pazienti infetti e il distanziamento sociale di tutti gli altri, la stessa strategia adottata durante la pandemia di Covid», spiega: «L'isolamento dei pazienti infetti, il lavaggio frequente delle mani, il tracciamento e il monitoraggio dei contatti stretti e l'applicazione di misure di controllo delle infezioni saranno fondamentali per arrestare la diffusione della malattia».

Sintomi e precauzioni

Al momento non ci sono cure: «In assenza di terapie specifiche, di vaccini o di altri interventi farmacologici possibili, le misure non farmacologiche di contenimento sono le uniche possibili ed efficaci», ricorda Manzin. «Per coloro che manifestassero la malattia in forma grave (sintomi iniziali di insufficienza respiratoria non cardiogena) è indispensabile l’immediato trasferimento in centri specializzati attrezzati per il trattamento attraverso Ecmo, una tecnica di circolazione extracorporea di salvataggio che supporta temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni». Nel frattempo si parla di altre segnalazioni, che non si esclude possano crescere dato il lungo periodo di incubazione sino a 8 settimane.

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