Lanusei.

Studenti e disagio, la Asl sostiene gli insegnanti 

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Comportamenti scorretti, disagio psicologico. Tre gli studenti delle scuole ogliastrine la diffusione di fenomeni come questi induce ad alzare la guardia. E la Asl ha così voluto costruire «un ponte tra sanità e scuola – spiegano dall’azienda sanitaria – in favore della prevenzione». Se ne occupa l’équipe del servizio di Neuropsichiatria infantile, in collaborazione con la Ssd Psicologia della Asl Ogliastra attraverso un progetto di formazione e incontro con i docenti delle scuole ogliastrine, da quelle dell'infanzia alle superiori. Le specialiste intendono «fornire ai docenti strumenti per intercettare precocemente i disturbi psicologici e comportamentali di cui soffrono gli studenti».

Gli incontri operativi si svolgono a Lanusei, Jerzu e Tortolì con cadenza mensile. Ognuno di essi affronta una tematica diversa relativa ai disturbi del neurosviluppo, come l’Adhd (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), il Dop (disturbo oppositivo provocatorio) e i Dsa (disturbi dell’apprendimento), ma anche temi cruciali come l’inclusione, l’alfabetizzazione emotiva e l’ansia in adolescenza. «Prima di sviluppare questo percorso - spiega Paola Cabiddu, psicologa della Asl Ogliastra e responsabile del progetto - abbiamo somministrato un modulo ai docenti, in modo tale che ci indicassero le tematiche da affrontare e l’approccio da utilizzare. Gli insegnanti vengono coinvolti dall’équipe (neuropsichiatri, psicologi, logopedisti, terapisti della riabilitazione psichiatrica, assistenti sociali ed educatrici) in esercitazioni e simulazioni di casi clinici reali e in questo modo imparano a utilizzare strumenti che possono servire ad individuare i disagi sofferti dagli alunni e nello stesso tempo ad elaborare strategie di intervento specifiche che possono essere messe in pratica anche nella didattica».

professionali: ogni sessione viene seguita da un professionista differente, in base alla problematica che si va ad affrontare. I benefici sono stati immediati: il confronto ha aiutato a migliorare il rapporto tra il mondo della sanità e quello dell'istruzione, contribuendo alla creazione di un linguaggio comune. Questo ha consentito anche una maggiore tempestività delle segnalazioni al servizio di Neuropsichiatria, con una presa in carico più celere dei piccoli pazienti. «Tuttavia - precisa la dottoressa Cabiddu - durante il corso non lavoriamo solo sui disturbi, cerchiamo anche di individuare modalità per migliorare le potenzialità degli studenti».

La risposta delle scuole è stata straordinaria. «Abbiamo ricevuto un riscontro inaspettato – continua Paola Cabiddu – con un numero di adesioni tale da dover raddoppiare gli incontri su alcune tematiche particolarmente sentite. Ogni incontro vede la partecipazione di almeno 30 docenti».

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