La visita

Il capo dello Stato onora la forza della Deledda 

Nuoro, all’Eliseo l’incontro con gli studenti poi tappa nella casa natale a San Pietro 

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L’inno nazionale intonato dai bambini della scuola Podda e “Non potho reposare” dagli allievi del liceo musicale Satta. La visita del presidente Sergio Mattarella a Nuoro oggi al teatro Eliseo bardato a festa è racchiusa simbolicamente tra i brani interpretati dai giovanissimi. Il capo dello Stato alle 11 in punto è accolto al Ten da una folta rappresentanza di studenti, dalle elementari agli istituti superiori. Assieme a loro inaugurerà le celebrazioni per i cent’anni dall’assegnazione del premio Nobel a Grazia Deledda. Pochi attimi prima viene accolto dal sindaco Emiliano Fenu, dalla presidente della Regione Alessandra Todde, dalla prefetta Alessandra Nigro e dal presidente della Provincia Giuseppe Ciccolini. Gli stessi che un’ora dopo, in auto, lo accompagnano nella casa natale di Grazia Deledda, nel cuore antico di Nuoro. All’Eliseo gli interventi di approfondimento sull’opera deleddiana di Neria De Giovanni, Dino Manca, Stefania Lucamante e Marcello Fois.

Sicurezza e orgoglio

Telecamere, unità cinofile, tiratori scelti, artificieri, reparti speciali e corazzieri. L’imponente apparato di sicurezza è pronto da ieri. Tutte le strade del centro ripulite in fretta dopo i danni e i disordini lasciati dal maltempo. Niente auto, neppure nei parcheggi. Centro blindato.

«Per la nostra comunità è motivo di orgoglio e soddisfazione, in questa giornata, avere il presidente al nostro fianco per tributare l’omaggio a una scrittrice che, partendo dalla sua città natale, seppe raccontare al mondo i drammi universali dell’animo umano trasformando la sua terra in voce letteraria di portata internazionale», dice il sindaco Fenu che oggi fa gli onori di casa al teatro Eliseo. «Con l’Anno deleddiano, alla presenza del capo dello Stato, si dà l’avvio ad un progetto culturale e civile proiettato verso il futuro», sottolinea l’assessora alla Cultura Natascia Demurtas. Dopo l’incontro pubblico al Ten, il presidente Mattarella potrà scoprire con i suoi occhi il luogo deleddiano per eccellenza, ovvero la casa natale della scrittrice. Visita guidata da Dino Manca e Stefano Lavra, presidente dell’Isre, alla presenza di poche autorità per ragioni di sicurezza.

L’appello

L’evento di oggi è occasione per far sentire la voce della protesta contro i tagli delle autonomie che punisce soprattutto il centro Sardegna e cancella scuole simbolo della città. «Il presidente deve sapere», dicono i sindacalisti riuniti ieri mattina in Provincia per l’assemblea regionale. I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Snals preparano un documento con le richieste del territorio: no ai tagli annunciati con la cancellazione delle autonomie (5 tra Nuorese e Ogliastra delle 9 totali nell’Isola) nel nome del principio costituzionale di insularità che non può equiparare «realtà popolate e pianeggianti alle nostre». «Nel rispetto del protocollo istituzionale vogliamo far presente al presidente che la città di Grazia Deledda e il suo territorio vengono colpiti con tagli che impoveriscono al massimo un presidio culturale come la scuola. Vorremmo che il presidente ci aiuti a risolvere questa situazione».

I sindacati tenteranno anche altre strade, come un incontro con il Governo per alleggerire la scure dei tagli. Ma oggi la loro protesta, finora espressa con documenti e cortei in piazza, sperano di farla arrivare a Mattarella, affidata a un documento e alla sensibilità del capo dello Stato.

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