L’ex presidente rilancia il ruolo degli enti locali contro l’assalto all’Isola

«Lo Statuto nei Puc dei Comuni» 

Pili: «Sì alla Pratobello dopo l’impugnazione della legge aree idonee» 

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«La Sardegna è sotto attacco: spetta ai Comuni schierarsi in sua difesa per impedire che le multinazionali possano fare il bello e il cattivo tempo». Mauro Pili, ex parlamentare, presidente della Regione e sindaco di Iglesias prova a far ingranare la quinta alla lotta contro la speculazione energetica. Nella sala conferenze del THotel, a Cagliari, ieri sera ha tracciato la sua soluzione per liberare la Sardegna durante un affollato incontro organizzato dal comitato Karalis presieduto dal consigliere comunale civico Marcello Corrias e moderato dall’ex assessore regionale all’Industria Sandro Angioni. «Un percorso non facile», ha detto Pili, «ma che deve ripartire dai Comuni: recepiscano nei Puc lo Statuto sardo e il nuovo regolamento europeo sulla natura. La Regione, invece, impugni la legge aree idonee e approvi la Pratobello».

La strada

Per Pili il punto cardine è la Pratobello, con le quasi 211mila firme raccolte nell’agosto del 2024. «Approvarla ora, senza aver prima impugnato alla Consulta la legge 145, che istituisce in Sardegna 370mila ettari di aree idonee, significherebbe distruggere la più grande mobilitazione trasversale che ha visto per protagonista il popolo sardo. È vero, nel movimento Pratobello c’è stata qualche sbandata: qualcuno si è illuso che da quella mole di firme potesse avere un tornaconto. Ma bisogna recuperare tutti, perché il 2026 è l’anno cruciale». Secondo l’ex presidente della Regione, «occorre subito togliere il macigno: una legge statale che impone centinaia di migliaia di ettari decisi altrove. Non è pianificazione, è invasione», ha argomentato, sottolineando la necessità di ripristinare le condizioni statutarie prima di ogni altra scelta.

Il piano

La strada è duplice. «Serve tracciare un nuovo percorso, in risposta alla mutata situazione normativa, che chiamerò per sintesi Pratobello 202 6: i Comuni devono adeguare i Piani urbanistici con l’inserimento nel testo, che ha valore di legge nel territorio, dell’articolo 3 lettera F dello Statuto sardo, pietra miliare dell’esclusività decisionale della Sardegna in materia urbanistica. Ma anche con l’adozione nel Puc del regolamento europeo per il ripristino e la protezione degli ecosistemi. Il regolamento cambia tutto: non basta più proteggere, bisogna ripristinare. È legge europea già in vigore e può essere attuata subito». In contemporanea anche la Regione dovrà fare la sua parte: «Impugni la legge sulle aree idonee, firmata da Sergio Mattarella, oggi a Nuoro per onorare Grazia Deledda. Solo dopo aver liberato la strada dai macigni statali in favore dello Statuto, adotti la Pratobello24. Senza toccare altro: in questa gestione regionale sono state cassate sia la moratoria che la legge sarda sulle aree idonee, causando il vuoto normativo che oggi permette l’invasione dell’Isola».

La linea

In chiusura di intervento, Pili ha ribadito la sua posizione sul tema energetico: «Non siamo contro le rinnovabili, siamo contro la Sardegna piattaforma. Vogliamo governare l’energia, non essere colonizzati dall’energia». L’obiettivo è l’autonomia energetica: «L’Isola non è uno spazio da occupare», ha concluso. «È una civiltà da continuare. La terra non si consegna: si governa».

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