«Nessun ammiccamento né mani tese con i carnefici della Pratobello e ancor peggio della Sardegna».
Dopo i comitati, anche il Presidio permanente del Popolo sardo si esprime con cautela sulla convocazione delle commissioni Quarta e Quinta in seduta congiunta sulla Pratobello.
I comitati
Pasquale Mereu, sindaco di Orgosolo e padre della proposta di legge da 211mila firme, non aspettava la convocazione per il 4 marzo alle 10.30. «Credevamo fosse possibile già mercoledì prossimo», dice, «ma l’importante è che si dia il via, con le audizioni, al percorso che servirà per portare la Pratobello24 in Aula il più velocemente possibile. La nostra cautela è comunque dettata dagli eventi».
Il Presidio
Davide Fadda, portavoce del Presidio Permanente del Popolo Sardo, è più duro: «Ai consiglieri regionali della commissione urbanistica diremo che condizione necessaria e irrinunciabile prima di produrre alcunché è l'impugnazione della legge 4/2026 scaturita dalla conversione del dl 175 sulle aree idonee», dice. «Il Consiglio regionale della Sardegna, per tramite della sola Commissione urbanistica, dovrà occuparsi di redigere una norma interamente fondata e radicata nelle competenze primarie ed esclusive in base all'articolo 3 comma f dello Statuto speciale della Sardegna». Nel dettaglio: «Se si vuole che l’impianto normativo resti in piedi, non deve esserci alcun riferimento a energie e paesaggio», chiude Fadda: «Solo divieti edificatori di natura edilizia per forme e misure di pale e pannelli senza mai sfiorare la materia energetica. Insomma, urbanistica pura con un nuovo calcolo di forme e volumetrie non ammesse in base alla classificazione dei terreni».
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