Le raffiche di vento, che hanno toccato i 150 chilometri all’ora, hanno schiantato al suolo alcuni tra i più belli e celebri boschi dell’Ogliastra: Seleni a Lanusei e Santa Barbara a Villagrande. Se il danno economico è altissimo, quello naturale, con centinaia e centinaia di alberi sradicati, è immenso. Un impatto significativo che ha distrutto oasi naturali straordinarie. Le violente raffiche di maestrale hanno provocato cicatrici devastanti.
I blackout elettrici hanno lasciato al buio mezza Ogliastra per diverse ore, con le squadre di E-Distribuzione costrette a straordinari e supportate da colleghi arrivati da oltre Tirreno. Le utenze elettriche di Ussassai sono alimentate da un maxi generatore di corrente, che però ieri sera è andato in tilt. Era stato attivato alle 10.30. Il paese, dunque, ieri sera era di nuovo al buio e il sindaco, Chicco Usai, che ha dovuto raggiungere il passo di Arcuerì per usare il telefono, era furibondo: «Siamo stati abbandonati: vergogna. Sono pronto a dimettermi». A Ilbono, a valle dell’abitato, 42 utenze sono rimaste isolate per oltre 24 ore. Le stesse criticità con cui hanno dovuto convivere i centri della Valle del Pardu, i residenti della zona sud di Triei e quelli del quartiere Is Tanas, periferia nord di Tortolì. Il tempo incerto ferma il Carnevale a Lanusei: la sfilata che si sarebbe dovuta tenere oggi è stata rinviata al 28 febbraio.
Ad Arzana, giovedì, si sono vissuti momenti di terrore quando il vento ha scoperchiato una tettoia realizzata con lastre di finta tegola coibentata. La copertura è piombata sulla strada principale, sfiorando un’auto condotta da una donna. Il maestrale ha sfigurato lo Sturrusè. L’impianto sportivo ha subito ingenti danni. Da un primo sopralluogo è emerso un quadro piuttosto critico. La partita in programma domani tra l’Idolo e il Decimoputzu si giocherà sul campo di Cardedu. Allo stadio Lixius di Lanusei, il vento ha sradicato una ventina di alberi. Alcune porte da calcio sono volate sulla vegetazione. Sempre ad Arzana, addio al pioppo ultracentenario che era diventato icona nell’area antistante la chiesetta di San Vincenzo Ferrer. Non ha resistito neppure l’albero piantumato in via Mameli, a Tortolì, durante il Ventennio fascista: era stato messo a dimora nel 1931, in occasione della morte di Arnaldo Mussolini, fratello del Duce. Un altro albero di alto fusto è crollato nel giardino della scuola elementare di Zinnias. È stata riaperta ieri mattina la strada Lanusei-bivio Carmine chiusa il giorno prima per il crollo di alberi. Non si contano, in tutti i paesi, le coperture distrutte. Danni anche al distributore di carburanti di Loceri.
In Ogliastra e nel Nuorese sono stati 105 gli interventi dei vigili del fuoco. 505 quelli effettuati dall’inizio emergenza e circa 100 quelli ancora in coda. Fortemente colpiti i settori olivicolo e le sugherete, con ripercussioni gravi anche sui boschi (decine gli alberi sradicati a Santa Barbara, territorio di Villagrande).
«Siamo di fronte all’ennesimo evento atmosferico eccezionale che colpisce duramente le nos tre aziende. Stiamo raccogliendo segnalazioni, verificando le criticità e garantendo la massima vicinanza alle imprese agricole e alle comunità coinvolte. Nessuno deve essere lasciato solo», ha detto il presidente di Coldiretti Nuoro-Ogliastra, Leonardo Salis. Sulla stessa linea il direttore, Alessandro Serra, che evidenzia come «oltre ai danni immediati alle strutture, c’è una forte preoccupazione per le ricadute economiche future».
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