Il focus.

Strade da incubo, il tour tra le buche 

Da via Cadello a via Roma: voragini, avvallamenti e ripristini che cedono 

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Dai tagli per la posa della fibra agli interventi sulla rete idrica, fino all’asfalto che si sgretola sotto il traffico e alle buche riparate che tornano ad aprirsi nel giro di pochi giorni. A Cagliari, il problema delle strade dissestate sembra non risparmiare nessun quartiere. E nonostante i milioni investiti e quelli annunciati per la manutenzione, per automobilisti e motociclisti spostarsi in città resta spesso un percorso a ostacoli. Basta mettersi al volante per accorgersene: frenate improvvise, sterzate per evitare una voragine, auto e moto che cambiano corsia all’ultimo momento. Da lle grandi arterie, Asse median o compreso, alle vie meno battute. Da Sant’Avendrace al centro, da Is Mirrionis a San Benedetto: il viaggio nelle strade disastrate attraversa tutta la città.

I pericoli

Il percorso comincia in uno degli ingressi principali della città: via Cadello, sotto la rotonda che, all’altezza dell’Asse mediano, collega Is Mirrionis e Pirri. Qui una voragine, larga e profonda, continua ad allargarsi. Le auto sobbalzano al passaggio, costrette a rallentare o a spostarsi per evitarla. Per chi viaggia in moto, schivarla è una questione di sicurezza. E il problema non si ferma alla rotonda. Lungo via Cadello si susseguono buche profonde, crepe e tagli perpendicolari alla corsia di marcia. Chi arriva da via Is Mirrionis e procede verso l’Asse mediano conosce bene la manovra: i primi metri sulla corsia interna, poi la freccia a sinistra e lo spostamento su quella di sorpasso, per schivare le buche e risparmiare gomme e ammortizzatori. Una gara a ostacoli quotidiana, che costringe gli automobilisti a concentrarsi più sull’asfalto che sulla strada. E poi c’è viale Merello, dove entrambi i sensi di marcia sono segnati da una distesa di crateri e avvallamenti preoccupanti, data anche la presenza della cavità sottostante. Le difficoltà, però, non riguardano soltanto le strade che aspettano da tempo un intervento. In via Galvani e via Cettigne ad esempio, appena riasfaltate, sono già comparsi nuove buche per altri interventi, che hanno compromesso il manto appena sistemato.

Oltre ai dissesti, insiste anche il problema dei ripristini mai terminati. Le ditte che intervengono per luce, acqua, gas o fibra scavano, richiudono con il cemento e spesso lasciano una copertura provvisoria. L’asfalto, quando arriva, può farsi attendere per mesi, e così una strada appena sistemata torna a mostrare crepe e rattoppi, mentre chi la percorre deve fare i conti con nuovi ostacoli. L’apice si raggiunge in via Roma, sul lato mare, e lungo il lungomare 11 Settembre. Una delle principali vetrine della città, che però non offre la migliore immagine di sé. Qui a cedere sono i basoli: procedere anche a passo d’uomo non basta a evitare sobbalzi e scossoni.

Gli interventi

Sul fronte delle risorse, il Comune annuncia un nuovo piano di manutenzione. Il sindaco Massimo Zedda parla di 25 milioni di euro stanziati per il nuovo appalto su strade, piazze e marciapiedi, a cui si aggiungono fondi per la riqualificazione di alcune vie e delle aree interessate dai progetti legati al trasporto pubblico. Tra le priorità, anche il problema dei ripristini dopo gli scavi delle società che gestiscono i sottoservizi, spesso al centro delle segnalazioni. «È impensabile che si continui a intervenire sistematicamente su strade il cui asfalto è stato appena rifatto», sottolinea Zedda, che annuncia di aver sollecitato ancora Enel, Abbanoa e agli altri gestori affinché «individuino società incaricate di eseguire i lavori a regola d’arte». Il sindaco riconosce che «i ripristini eseguiti in questo modo finiscono per creare ulteriori problemi» e assicura un maggiore coordinamento e controlli più efficaci. Tra gli interventi annunciati anche lavori sulle strade lungo il percorso del bus rapido e della metropolitana di superficie, 7 milioni per la rimozione delle isole di calore e 20 milioni per le aree sterrate di Sant’Elia. Risorse importanti, che dovranno tradursi in cantieri e risultati visibili. Perché, mentre i progetti prendono forma, sulle strade di Cagliari gli automobilisti continuano a frenare, sterzare e fare lo slalom tra le buche.

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