Il focus.

Stadio, rush finale per gli Europei 

Mercoledì a Roma incontro decisivo tra Comune, Cagliari Calcio, Figc e Uefa 

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Tutto in cinque giorni. Mercoledì a Roma la Uefa ha convocato uno degli incontri più importanti per la città che vorrebbe ospitare le gare degli Europei di calcio del 2032. Comune e Cagliari Calcio non vogliono rimanere con il cerino in mano e l’onta di non essere riusciti a portare nel capoluogo della Sardegna una manifestazione così importante. Per questo la società guidata da Tommaso Giulini ha chiesto alla Giunta guidata dal sindaco Massimo Zedda di formalizzare le decisioni prese sul “Diritto di superficie” richiesto nel Piano economico finanziario da presentare al vertice.

Il vertice romano

La riunione che si terrà, alle 15.30, a Roma, nella sede della Fgci in via Gregorio Allegri, sarà soprattutto tecnica. Al tavolo parteciperanno i vertici della Federazione italiana giuoco calcio, la Uefa, rappresentata da Michele Uva, in qualità di delegato ufficiale per il comitato organizzatore italiano, il sindaco Zedda, l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta e il presidente del Cagliari Giulini, accompagnato dai legali dello studio Chiomenti, che fornisce consulenza e assistenza legale alla società. Al centro dell’incontro le difficoltà burocratiche che stanno facendo avvicinare pericolosamente le scadenze imposte per la scelta delle cinque città che ospiteranno le gare del campionato europeo. Decisione che sarà presa dalla Figc entro ottobre di quest’anno e che imporrà un altro paletto insormontabile: l’inizio dei lavori per i nuovi stadi entro marzo 2027. In questo momento chi ha più fretta è senza dubbio il Comune, che vede gli Europei come una vetrina per la città. La società rossoblù potrebbe fare leva su questa esigenza e riuscire a strappare un’intesa che vada bene soprattutto ai finanziatori del nuovo impianto.

La lettera

Tra martedì e mercoledì sulla scrivania di Massimo Zedda è arrivata la lettera firmata da Tommaso Giulini che chiede di mettere nero su bianco i motivi che hanno portato la Giunta a contestare il Pef della società di calcio sul tema del “Diritto di superficie”. L’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta in Aula consiliare aveva dichiarato di non essere in condizione di concederlo perché la proprietà deve rimanere della città. L’alternativa proposta dal Comune è la “Concessione d’uso”. Ci sarebbe poi anche lo scoglio del canone proposto dal club di Tommaso Giulini: per la Giunta comunale i 50 mila euro annui sono inadeguati rispetto al valore complessivo dell’operazione e non rispondono ai criteri di economicità. Il Cagliari vuole presentarsi al vertice romano di mercoledì con la risposta ufficiale del Comune, al quale scaricare le responsabilità di un eventuale fallimento dell’iniziativa. La vicenda stadio assomiglia sempre di più a una partita di poker, con colpi di scena e schermaglie sul campo del Codice civile e del Codice degli appalti. Certo è che se non si trova l’accordo sul “Diritto di superficie”, la strada si fa in salita e potrebbe allungarsi.

Le certezze di Zedda

Chi non ha dubbi sulla realizzazione del nuovo stadio è il sindaco Zedda. «Siamo certi che Comune e Cagliari Calcio sapranno trovare l’accordo che corrisponda non solo all’interesse generale e condiviso di avere uno stadio adeguato alla squadra e a eventi di caratura nazionale e internazionale, ma anche al rispetto di un rigoroso utilizzo delle risorse pubbliche».

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