Tennis.

Sinner, il discorso del re 

A Roma parla di diritti: «Giocatori e giocatrici sono uniti» 

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ROMA. Che Jannik Sinner sia tornato al Foro Italico si capisce dalle prime ore del mattino. Parrucche arancioni, magliette, striscioni e “santini” che lo ritraggono. Poi i boati: il primo quando fa la sua passerella sul ponte che collega la players lounge con la sala stampa del Centrale, il secondo quando alle 17 entra in campo per l'allenamento (un’ora circa) sotto lo sguardo attento dei genitori, oltre che dei suoi allenatori.

Lotta di classe

All'accoglienza da star della Capitale, però, fa da contraltare la polemica che sta montando da tempo sui prize money degli slam e che lo vede in prima fila. La denuncia dei tennisti è cosa nota: i montepremi non crescono in modo equo rispetto all'aumentare dei ricavi dei quattro major. Se poi a parlare è il n.1 del mondo è chiaro che la risonanza è totalmente diversa. «Uomini e donne sono uniti in tal senso», spiega Sinner. «Prendiamo troppo poco, anche se i soldi sono solo una conseguenza, noi ne facciamo un discorso di rispetto perché agli slam diamo molto più di quello che riceviamo e senza di noi i tornei non ci sarebbero. Per questo capisco chi voglia parlare di boicottaggio, da qualche parte si dovrà pur cominciare. Siamo stati zitti per tanto, è giusto che se ne parli e vedremo ora cosa accadrà in futuro». Soffermarsi solo sul montepremi, però, sarebbe riduttivo, soprattutto per chi come Sinner nella sua carriera ha un prize money che supera già i 60 milioni di dollari. La battaglia è anche su temi come maternità, assicurazione e pensione, allargandola poi in particolare a tennisti e tenniste fuori dalla top 100 e dai ricavi plurimilionari dei migliori del ranking.

Verso l’esordio

Ma intanto nel futuro di Jannik c'è solo l'esordio di domani (nel serale contro l’austriaco Ofner, 82 Atp) e i primi feedback sono arrivati dall'allenamento sul campo cinque, quello che - storicamente - è dove si allenavano Rafa Nadal, Roger Federer e Novak Djokovic, quello più riparato dall'assedio dei tifosi che comunque hanno invaso ore prima le tribune per poter vedere qualche scambio del n.1 del mondo. Che spiega: «Sono focalizzato sul presente ed è bellissimo tornare a Roma. Soprattutto dopo l'anno scorso che sono rientrato qui dopo mesi fuori e ho sentito l'affetto dei tifosi». D'altronde la Sinner-mania è esplosa da tempo e con oggi anche la bolla nella quale era rimasto “nascosto” dopo il successo a Madrid, il quarto mille consecutivo vinto nel 2026, il quinto se contiamo Parigi indoor dell'anno scorso. Ma l'altoatesino vuole allungare la striscia, sfruttando l'assenza di Alcaraz.

Gli altri italiani

Ieri intanto è scesa in campo la campionessa uscente, Jasmine Paolini, che ha impiegato quasi tre ore per piegare la francese Jeanjean con il punteggio di 6-7, 6-2, 6-4. «C'è stata un po' di emozione alla fine, avevo cominciato bene poi ho avuto qualche dubbio ed ero nervosa in campo. È stato difficile. Quando è così tutto diventa più faticoso», ha spiegato. Ha stupito la ventenne Noemi Basiletti che si è liberata (7-5, 6-4 in due ore) di Ajla Tomljanovic, 88 Wta ed ex fidanzata di Matteo Berrettini. Il quale non è purtroppo stato da meno, perdendo con l’altro australiano Alexei Popyrin per 6-2, 6-3. «Una brutta giornata, non sono riuscito a godermi l’atmosfera», si è rammaricato il romano. Molto bene invece Mattia Bellucci, che ha superato Roman Burruchaga (doppio 6-4) in uno dei due confronti italoargentini. Nell’altro, Gianluca Cadenasso si è illuso prima di cedere a Thiago A. Tirante (6-7, 6-4, 6-0). Subito fuori Francesco Maestrelli (6-3, 7-6 da Roberto Bautista Agut) e Lorenzo Sonego battuto (6-3, 6-2) dal peruviano Ignacio Buse (62 Atp), nel derby azzurro Andrea Pellegrino ha superato Luca Nardi 4-6, 6-3, 6-3. Oggi tocca a Matteo Arnaldi (contro De Minaur), Luciano Darderi (Hanfmann) e soprattutto Lorenzo Musetti (Mpetshi Perricard).

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