Sei trapianti in quarantotto ore al Brotzu: due di fegato, due di rene e due di cornea. Un risultato che nasce prima di tutto da un gesto di straordinaria generosità: quello dei donatori e delle loro famiglie. «Una scelta di altruismo che, anche nei momenti più difficili, consente di trasformare il dolore in una possibilità concreta di vita e di futuro per altri pazienti», spiegano dall’Arnas.
I trapianti di fegato sono stati eseguiti dall’équipe chirurgica diretta da Fausto Zamboni, quelli di rene da quella guidata Andrea Solinas, mentre i trapianti di cornea sono stati effettuati dal team coordinato da Massimo D’Atri. Fondamentale anche il coordinamento organizzativo garantito dal Centro regionale trapianti, diretto da Lorenzo D’Antonio, e dal coordinatore aziendale trapianti dell’Arnas Antonio Manti. Effettuare sei interventi di tale complessità ha richiesto un importante sforzo organizzativo: chirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici, personale di supporto e servizi logistici hanno operato in modo coordinato, assicurando sicurezza, continuità assistenziale e qualità delle cure.
«Ogni trapianto è il risultato di un atto di grande responsabilità collettiva: nasce dalla scelta consapevole e generosa dei donatori e delle loro famiglie, che anche nel momento più difficile decidono di compiere un gesto di dono», il commento del dg del Brotzu, Maurizio Marcias. «I sei trapianti eseguiti in due giorni non rappresentano un traguardo numerico, ma l’espressione concreta di un sistema che funziona, di un’organizzazione solida e di un patrimonio umano e professionale che costituisce il valore più importante della nostra azienda».
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