Un disciplinare non c’è. Solo un pacchetto di «linee guida, suggerite dalla Soprintendenza, che permetteranno di coniugare l’aspetto religioso con quello storico e culturale», spiega Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita del Gonfalone di Sant’Efisio. Nuovi comportamenti da adottare durante la processione, pensati per migliorare la sicurezza e il rispetto del momento religioso, dunque. Perché ora che il simulacro è stato appena restaurato, l’obiettivo è proteggerlo da comportamenti scorretti (come i selfie) che lo scorso anno, durante la processione di maggio, gli hanno procurato la frattura dell’indice della mano destra.
Le novità
Cagliari rinnova il suo legame profondo con Efis Gloriosu e scioglie ancora una volta il (primo) voto. Con un rito più intimo rispetto alla grande festa del Primo maggio, confratelli e consorelle portano in processione da Stampace a Castello nel giorno di pasquetta il martire Guerriero che nel 1793 scongiurò con una provvidenziale libecciata l’attracco minaccioso della flotta francese nel Golfo degli Angeli. Quest’anno, come detto, il primo scioglimento del voto assume un significato ancora più forte grazie al restauro del simulacro e la scrittura delle nuove regole. «Con la Soprintendenza collaboriamo tutto l’anno, sapevamo che Sant’Efisio sarebbe tornato per la grande Festa di maggio», sottolinea Andrea Loi. «Da quest’anno con gli esperti della Soprintendenza faremo una riunione prima della Festa di maggio», nelle prossime settimane, quindi, «e una dopo, per mettere a punto tutti i dettagli della Festa e correggere, eventualmente, errori per il futuro», aggiunge. Tra le principali novità: maggiore regolamentazione delle distanze durante la processione, niente selfie, spostamento del simulacro esclusivamente da parte di quattro “collaterali” autorizzati (soltanto loro), nessuna possibilità di toccare il Santo e nuove modalità organizzative che eviteranno sovraffollamenti nei momenti più delicati del percorso.
Il voto
Ieri, dietro il settecentesco simulacro dello scultore Giuseppe Antonio Lonis, il “Caravaggio” di Stampace, quello che raffigura un Sant'Efisio guerriero romano, con elmo piumato, spada e corazza, c’era solo un piccolo gruppo di devoti. Lungo il percorso tra la chiesetta di Stampace e la Cattedrale (unica sosta nella chiesa delle Monache Cappuccine), però, anche diversi turisti nelle strade deserte, per un giorno libero dal traffico e dallo smog, in un silenzio quasi irreale. Dopo la messa, il ritorno a casa nella chiesa di Stampace con la benedizione del giogo dei buoi ( Ti stimu e Po cantu bivu, appena 3 anni) guidato dalla famiglia Etzi di Pula. «Una grande emozione», dice Damiano Etzi, «noi praticamente portiamo avanti questa tradizione quasi esclusivamente per Sant’Efisio quindi tutti i sacrifici che portiamo avanti durante l’anno si concretizzano», aggiunge.
Poco prima delle 11 il suono delle campane a distesa annuncia che il voto è sciolto. Il primo scioglimento del voto, con la statua restaurata e le nuove regole, segna dunque un equilibrio tra fede e innovazione. Da un lato la volontà di custodire una storia secolare, dall’altro la necessità di adattare l’evento alle nuove esigenza.
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