Cultura

Niente fondi al film su Regeni, il caso finisce in Parlamento 

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«Una scelta politica e non artistica». Una decisione che va «oltre la fantascienza», una «censura che nega la ricerca di verità». Il mancato finanziamento con fondi pubblici al docufilm su Giulio Regeni diventa un caso e arriva alla Camera, con le interrogazioni di Partito democratico, Più Europa e Avs che chiedono risposte al ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il documentario “Giulio Regeni, tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti, ripercorre la storia del ricercatore italiano.

Chiede «risposte immediate» la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga, annunciando l'interrogazione che porta la prima firma della segretaria Elly Schlein e dei componenti della commissione Cultura. «Parliamo di un'opera di evidente valore civile e culturale. È una valutazione di natura politica quella che ha portato all'esclusione dal sostegno pubblico?». Il docufilm è già uscito in sala e 76 università italiane hanno aderito all'iniziativa per proiettarlo negli atenei. «Eppure - incalza il segretario di Più Europa, Riccardo Magi - nell'Italia di Giorgia Meloni e Alessandro Giuli, gli viene negato il finanziamento pubblico perché di scarso interesse culturale. E non serve nemmeno fare paragoni con altre opere invece finanziate».

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