Il Governo deve andare avanti senza pericolosi vuoti di carburazione, la squadra è nel pieno delle sue funzioni e non c'è la necessità di aggiustamenti o rimpasti. In questa fase, l'obiettivo principale di Giorgia Meloni, e di tutta la macchina dell'Esecutivo, è quello di garantire il massimo sostegno a cittadini ed imprese schiacciati dall'impennata dei costi dell'energia dopo lo scoppio della guerra nel Golfo e il blocco dei transiti delle navi commerciali e delle petroliere nello stretto di Hormuz. Per tale motivo, l'attenzione è puntata verso quell'area del pianeta. I contatti e i movimenti della premier sono concentrati su questo obiettivo, con il sostegno di una una trattativa diplomatica che possa favorire una distensione internazionale e una rapida fine di un conflitto mai voluto dall'Italia e da tutti gli altri paesi europei.
Il rapporto
La presidente del Consiglio partirà da questi concetti per spiegare al Parlamento, in una informativa calendarizzata per giovedì, la nuova fase del Governo. Il suo intervento seguirà quello del ministro della Difesa Guido Crosetto che è chiamato a spiegare alla Camera, oggi pomeriggio, un aspetto tecnico sull'uso delle basi militari italiane da parte degli Stati Uniti. Un intervento che assume in ogni caso un significato politico perché partirà dal presupposto che Roma si sta attenendo ai trattati internazionali sottoscritti negli anni 50 poi aggiornati nel 1995 - e in buona parte segreti -.
E che certo nulla potrà essere avallato se i jet Usa chiederanno i permessi di utilizzo per condurre azioni di guerra nel Golfo. Una risposta alle critiche delle opposizioni che la vedevano “scappare” dall'Italia mentre il costo dei carburanti e del gas sta raggiungendo picchi pericolosi. E forse anche agli alleati della Lega che insistono sull'utilizzo del gas e del petrolio russi. L'accusa dal centrosinistra contro la premier è di fare solo un “maquillage” al Governo senza entrare nel dettaglio dei problemi reali che lo stanno indebolendo.
Replica
Ma Meloni non ci sta e rilancia: «Quando nel Golfo cresce l'instabilità, ne risentono anche i costi dell'energia, le imprese, il lavoro e in ultima istanza il potere di acquisto delle famiglie. Il Golfo è attore fondamentale del mercato energetico mondiale e se qui la produzione si contrae o si ferma il prezzo aumenta per tutti», spiega cifre alla mano: Il solo Qatar copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e l'area del golfo garantisce il 15% del petrolio che ci serve. Per questo motivo «vanno costruite relazioni con partner affidabili nei luoghi che incidono sulla nostra sicurezza e la nostra economia». Un processo che ha bisogno di stabilità interna, di un Governo che funzioni.
Da qui l'accelerazione della nomina del nuovo ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, dopo le dimissioni di Daniela Santanchè. E il varo del secondo decreto che proroga del taglio delle accise su benzina e gasolio. Con una premessa: «le alchimie di palazzo non interessano a nessuno». Così, qualsiasi valutazione sul voto anticipato o i ragionamenti su un possibile rimpasto, anche alla luce dal caso che ha coinvolto Matteo Piantedosi, sembrano al momento accantonati.
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