Olbia.

San Simplicio, la rivolta dei residenti 

Il divieto di sosta anti degrado per il Pd «è inefficace e penalizza i cittadini» 

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Divieto di sosta, in via Fiume d’Italia, per contrastare spaccio, criminalità e degrado. La ricetta dell’amministrazione comunale per il rione San Simplicio, espressa sotto forma di ordinanza dirigenziale in vigore da oggi e per un anno, che richiama esigenze di monitoraggio e controllo, non piace. Nè ai residenti, che si trovano non solo a fare i conti con la sensazione di insicurezza ma a sopportare ulteriori disagi e rischi non potendo parcheggiare vicino alle proprie abitazioni, e nè al Partito democratico che in una nota ha contestato la gestione della sicurezza nel quartiere che è interessato da un vasto programma di riqualificazione urbana ma che “ha bisogno di risposte immediate e concrete oggi”.

Le critiche

Un gruppo di cittadini ha inviato una pec all’amministrazione e convocato per stamattina un incontro pubblico. «L’ordinanza – scrivono – fa riferimento a un monitoraggio dell’area ma non chiarisce in cosa consista, quali interventi saranno realizzati e per quale ragione sia stato ritenuto necessario introdurre un divieto assoluto». I residenti chiedono, tra le altre cose, la sospensione o il riesame urgente dell’ordinanza, la possibilità di prevedere autorizzazioni o pass per residenti e deroghe per persone con disabilità, anziani, assistenti domiciliari, l’individuazione di aree alternative o misure meno gravose e la descrizione del piano di monitoraggio.

Provvedimento bocciato anche dal gruppo consiliare del Pd che lo definisce “l’ennesima misura emergenziale e di facciata, del tutto inefficace per risolvere un problema complesso che l’opposizione denuncia inascoltata da anni. Tutte le volte che abbiamo sollevato il velo sul degrado in crescita in diverse zone della città, siamo stati sistematicamente accusati dalla maggioranza di non volere bene ad Olbia; oggi i fatti dimostrano drammaticamente quanto quelle denunce fossero fondate”. Anche il Pd sottolinea disagi per i residenti e soprattutto i più fragili. “Non è la prima volta che assistiamo a scelte di questo tipo: in passato si era pensato di risolvere il degrado rimuovendo le panchine di via Vittorio Veneto all'altezza dei passaggi a livello, ottenendo solo l'effetto di trasferire il fenomeno qualche metro più in là”. Tra le proposte “la predisposizione di un presidio fisso e concordato direttamente con la Questura e con tutte le forze dell’ordine, e non delegato unicamente alla Polizia Locale. A questo deve affiancarsi il potenziamento delle unità di strada della Croce Rossa e un reale investimento sui servizi sociali e di prevenzione delle dipendenze”.

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