Viabilità

Riaperta la strada della morte 

Monte Pino, Olbia e Tempio si riavvicinano a tredici anni dal ciclone 

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Se non sutura una ferita che ha lacerato per sempre il cuore dei galluresi, ricuce, però, alta e bassa Gallura e i territori uniti da dolore e disagi: a quasi tredici anni dal ciclone che ha inghiottito asfalto, fango e auto, seppellendo tre vittime il 18 novembre 2013, ieri mattina è stato riaperto il tratto tra le pendici di Monte Pino della strada provinciale 38 bis, interrotto da oltre un decennio di cantieri fantasma, lavori sospesi e rimpalli di competenze tra enti preposti.

A tagliare il nastro di circa cinque chilometri di tracciato, l'assessore regionale ai Lavori pubblici, Antonio Piu, il presidente della Provincia, Settimo Nizzi, l'amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, e Giuseppina Pasella, il volto della vertenza intrapresa dal Comitato Pro Monte Pino, nato nel 2019 per denunciare l'attesa infinita per una delle più grandi incompiute della Gallura.

«Restituiamo un'arteria fondamentale a un territorio che per troppi anni è stato privato dell'unico collegamento diretto tra Olbia e Tempio: i lavori erano fermi da dodici anni e al momento del mio insediamento non esisteva nemmeno il progetto preliminare, ho preso in carico questa strada come priorità e abbiamo sbloccato gli ostacoli, costruendo una cabina di regia e collaborazione tra assessorato, Anas, provincia e imprese e, rispettando un cronoprogramma cadenzato, abbiamo consegnato l'opera in due anni», ha esordito Piu. Senza trionfalismi, ha concluso l'assessore, «lo abbiamo fatto con senso di responsabilità verso le tragiche morti avvenute in quel tratto, per le loro famiglie e per i cittadini dei paesi attorno a quella strada che hanno subito i disagi della chiusura».

Il presidente

In rappresentanza di tutti i sindaci galluresi, Nizzi ha celebrato l'importanza del collegamento che riavvicina i due capoluoghi della provincia Gallura Nord Est e ha detto: «Questa è una giornata speciale, apriamo una strada importante che unisce la Gallura e mette in connessione la costa con i territori interni: si parte dal ricordo delle vittime che possiamo onorare solo facendo le cose bene».

Sull'importanza del collegamento per il territorio anche l'ad Anas, Gemme: «La conclusione degli interventi nella strada di Monte Pino è il simbolo di un'infrastruttura che risorge e che consente al territorio di ritrovare una via di collegamento fondamentale». Anas ha realizzato due interventi, per un investimento complessivo di 18 milioni, tra opere idrauliche e di mitigazione ambientale, la pavimentazione del tratto stradale e la posa di nuove barriere di sicurezza.

Superstite

Il 18 novembre del 2013 persero la vita Bruno Fiore, Sebastiana Brundu e Maria Fiore che viaggiavano da Tempio a Olbia. Ieri, alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato anche l'unica sopravvissuta al crollo della strada, dopo un volo di decine di metri, costato a Veronica Gelsomino, di Priatu, un lungo ricovero e una lunga trafila giudiziaria per il riconoscimento del risarcimento, ancora in corso: «Oggi si chiude un capitolo almeno sul fronte della viabilità, il ricordo va alle tre persone che non ce l'hanno fatta e a quelle che mi hanno salvata, Sebastiano, Massimo e Mario». Plaude al risultato anche il consigliere regionale gallurese, Roberto Li Gioi, che ha seguito la vicenda fin dal suo primo ingresso in Consiglio regionale: «Oggi non è un giorno di festa, è il giorno della ripartenza». Un punto di partenza anche per i segretari Cisl Sardegna e Gallura, Mirko Idili e Bruno Brandano: «Ora la Regione acceleri anche sull'apertura dei cantieri della Olbia-Arzachena-Palau».

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