«Torniamo presto». È la scritta che ieri sera compariva sul portale di Deliveroo nel tentativo di effettuare un ordine tra i locali cagliaritani. A partire dalle quattro del pomeriggio, il sistema è andato in tilt: impossibile ordinare la cena. Alla base del blocco, uno sciopero dei rider. «Paghe da fame, doppie consegne a 3,77 euro e chilometri non pagati: così si lavora in perdita», denunciano gli operatori in un comunicato diffuso sui social.
A confermarlo sono i ristoratori: gli ordini arrivano, ma non possono essere consegnati perché nessun fattorino si presenta a ritirarli. I pochi rider “in servizio” lo ribadiscono: i colleghi sciopereranno fino alle 4 del mattino (di oggi).
Le ragioni della protesta
«Le ultime consegne confermano un quadro allarmante – prosegue la denuncia dei rider –: in molti casi il compenso non copre nemmeno i costi minimi sostenuti dal rider».
A questo si aggiungono le criticità legate ai mezzi utilizzati per le consegne: «Biciclette, scooter e automobili – acquistati, mantenuti, assicurati e riparati interamente dai lavoratori – vengono impiegati per consegne sempre più lontane». Il risultato, denunciano, è che «molti rider lavorano sottocosto, trasformando l’attività in una perdita economica». Fabiana Saba, rider di Deliveroo denuncia: «Non è più possibile sostenere questa situazione».
Le testimonianze
«Come si fa a pagare le tasse? Non riusciamo più a portare a casa uno stipendio dignitoso», continua Saba. A preoccupare è anche il clima che si sta creando tra i lavoratori. «Si stanno generando tensioni tra noi cagliaritani e i colleghi stranieri, che sono rispettosi e grandi lavoratori. A differenza di molti italiani che hanno ignorato lo sciopero, loro hanno aderito e ci hanno dimostrato grande solidarietà». Sono spesso proprio i rider stranieri, sottolinea Saba, «a venir derubati dei loro mezzi, rivere soldi falsi o essere picchiati dai clienti. Non ci sono tutele». E conclude: «Chiediamo a Deliveroo di nominare dirigenti di zona che possano ricevere i nostri feedback: oggi siamo costretti a inviare tutto via email, senza risposte né considerazione».
A farle eco è Stefano, rider cagliaritano: «Scioperiamo per dimostrare che siamo uniti, con la speranza che Deliveroo torni a essere quello di una volta e garantisca una paga dignitosa. Mi sento discriminato da consegne improponibili. Avendo partita Iva, accettare tutte le proposte al ribasso significherebbe indebitarci e lavorare in perdita». Questo sciopero, avvertono i rider, potrebbe non essere l’ultimo.
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